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Lu rusciu

Lu rùsciu: Tuddhri, Caranfuli e Cuntrici

dicembre 14, 2014 da redazione

Sarà sicuramente un fatto generazionale, ma non posso fare a meno di sorridere al confronto tra un videogioco che ti costringe a stare seduto, da solo, per ore davanti ad uno schermo, e un gioco qualsiasi del passato con cui  interagivi, all’aperto, con tanti altri ragazzi. Li passatièmpi erano molteplici: campana, staccia, cucchiaparite, parmu… elencarli tutti e parlarne sarebbe impossibile

Lu rusciu: Il nostro pane quotidiano

ottobre 31, 2014 da redazione


Avete mai pensato per un istante, solo per qualche istante, cosa sarebbe la nostra vita senza pane? Se siete farinodipendenti come me, sarete rabbrividiti al solo pensiero! Eppure questo alimento così essenziale ha subìto, nel tempo, una elaborazione, una trasformazione impressionante, sotto i nostri occhi, senza quasi che ce ne accorgessimo.

Lu rùsciu - Le colonie

luglio 10, 2014 da redazione

Tranquilli, non intendo ripercorrere l’era imperialistica Italiana parlandovi di Abissinia, faccetta nera e quant’altro, oltretutto, non sarei titolato a farlo. Le colonie di cui vorrei parlare sono quelle marine, il cui ricordo si è prepotentemente fatto strada nella mia mente passando da Roca, in questo inizio di estate un po’ bizzarra: caldo, fresco, vento tiepido, nuvoloni neri e minacciosi, grandine come palline da golf...

Lu rùsciu - lu pecuèzzu

maggio 25, 2014 da redazione

Oramai ci si è fatta una certa abitudine (purtroppo) ad incontrare persone che chiedono ciò che un tempo definivamo “elemosina” ma che oggi dovremmo più appropriatamente chiamare “aiuto”. Episodi di fraterna solidarietà intervallati da più o meno educati dinieghi di fronte all’ennesima, quotidiana richiesta di “spiccioli” (e le paute chine te accendini puru ca nu’ fumi; fazzuletti puru ca nu’ stai custipàtu, e la settima racchetta pe’ li zzenzali: doi pe’ ogne càmmera e una pe’ lu bagnu!)

Lu rùsciu: "Caddhru pedone"

marzo 1, 2014 da redazione

Sere fa ho passato una bella serata in compagnia di amici, e gustato una pizza (per la verità non eccezionale). Mi ha sorpreso la presenza nel locale di un numero impressionante di ragazze e ragazzi, giovanissimi e non, che, sebbene seduti intorno a un tavolo, sembrava avessero poco o niente da dirsi; tutti con lo sguardo fisso su un telefono, intenti a ticchettare sullo schermo, interagivano di rado, solo per condividere la videata del proprio dispositivo.

Lu rùsciu: Lu sposaliziu

dicembre 12, 2013 da redazione

Chi non ha mai partecipato ad un matrimonio? Tutti ci siamo trovati, più o meno recentemente, nel bel mezzo del turbinìo di una cerimonia di nozze. Mi riferisco non tanto alla funzione religiosa che, se spogliata dai fronzoli che la precedono (auto d’epoca, carrozze, palloncini e varie trovate più o meno stravaganti) è uguale per tutti, fatta salva la simpatia del celebrante e la densità dell’emozione dei parenti

Lu rùsciu: Fucili e Bovoloni

ottobre 10, 2013 da redazione

Una mattina di luglio alzo gli occhi e mi appare una figura che, come una bevanda ghiacciata al punto giusto, mi catapulta a poco meno di cinquant’anni fa: mi rivedo bambino, cu’ li causi curti te la festa, quando nel nostro paesello La Festa te San Cisariu era degna di questo nome. La paraziòne, la banda, la cassarmònica, li palloni aerostatici, le baràcche, li giocàttuli, le nucèddhre, la cupèta… lu passèggiu (lu strùsciu)… ma due erano le cose a cui si ambiva di più: le giostre e li fucili!

Lu rusciu: Secàre e scursùni

luglio 19, 2013 da redazione

Fin dalla notte dei tempi, il serpente è sempre stato un simbolo negativo. A tentare Eva e indurla al peccato,  alla disobbedienza, fu appunto un serpente... la causa della morte di Cleopatra è più che nota... nella nostra iconografia, le varie rappresentazioni ci appaiono con Santi e Madonne di tutti i tipi  che schiacciano o scacciano serpenti, simbolo del male, materializzazione del “diavolo”.

Lu rusciu: Lu Pizzichiccu

maggio 10, 2013 da redazione

Da bambino, quando cadevo vittima di qualche raro capriccio (raro percè nne li putìamu permettere picca: lu telefunu azzurru nun c’era!), data la tenera età, una sorta di codice “deontologico” non consentiva le “punizioni” riservate ai più grandicelli, quali essere legati allu pete te la banca, lassati a desciunu, quannu l’auri mangiànu lu piattu preferitu: risu, petate e scarciòppule!

Lu rusciu: Monsignore

febbraio 15, 2013 da redazione

Capita, a volte, parlando con un conoscente che non si vede da tempo, di scivolare distrattamente in argomenti che non avresti mai pensato di toccare, affrontare temi generici e trasversali, di cui dopo pochi minuti non ci si ricorda più, forse nemmeno della persona incontrata. Talvolta, però, il racconto dell’interlocutore è così vivo, appassionato, che ti rapisce completamente