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Una separazione

febbraio 10, 2012 da redazione

Una separazione

UNA SEPARAZIONE (Iran 2010) 

Regia: Asghar Farhadi 
Cast: Peyman Moaadi - Leila Hatami - Sareh Bayat - Shahab Hosseini - Sarina Farhadi - Ali Asghar Shahbazi - Babak Karimi 
Trama: Simin ha deciso di separarsi dal marito Nader. La donna vuole lasciare il paese con la figlia, l’uomo non vuole abbandonare il padre malato di Alzheimer. 

Siamo nell' Iran dei nostri giorni. Simin (Leila Hatami) ha deciso di separarsi dal marito Nader (Peyman Moaadi). La donna, già in possesso del permesso di espatrio, ha intenzione di lasciare il Paese con la figlia, l’uomo però, non vuole abbandonare il padre (Ali-Asghar Shahbazi) malato di Alzheimer. Quando Simin si trasferisce dalla madre, Nader assume Razieh (Sareh Bayat), donna molto religiosa, per assistere il genitore malato.
Ogni volta che ci si trova davanti ad una recensione di un film iraniano, ci si imbatte nella solita frase: "..il regista è bravo ad aggirare la censura.." cosa che, sono sicuro, è capitato anche nel caso di Una Separazione.
La mia domanda è: perché il cinema iraniano deve essere obbligatorimente politico-rivoluzionario-antiregime? perché non può essere semplicemente buon cinema? 
Buon cinema come Una Separazione di Asghar Faradhi che, nonostante lo si voglia inquadrare nel solito clichè, non è un film che tratta questioni apertamente politiche e quindi, il suo autore non ha bisogno di inventare stratagemmi o compiere un triplo carpiato per aggirare le maglie della censura. 
Faradhi, costruisce il suo film con i volti, i gesti e soprattutto le parole. 
Il regista iraniano è bravo a cambiare continuamente punto di vista su quanto accade e ogni volta che si presenta la possibilità di un qualsiasi svelamento, fa marcia indietro, alimentando la curiosità dello spettatore che già è stato privato della visione dell'evento cruciale della storia che ha avuto luogo fuori campo. 
Una Separazione, in alcuni frangenti, potrà sembrare eccessivamente dilatato, anche se mai noioso. 
Da vedere e rivedere (e ascoltare) due sequenze: quella iniziale, dove l'inquadratura è una soggettiva del giudice delegato a decidere sull'istanza di separazione, e quella rigurdante la telefonata che la badante effettua presso l'ufficio preposto per chiedere se può cambiare la biancheria intima all'anziano che assiste. 
Film trionfatore all’ultimo festival di Berlino dove oltre all’Orso d’Oro come miglior film, ha anche vinto quelli d’argento eccezionalmente assegnati all'intero cast maschile e femminile. 
Una separazione è film prezioso assolutamente da vedere. (in sala dal 21/10/2011)

Fabrizio Luperto