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Per un pugno di dollari

luglio 10, 2014 da redazione

Per un pugno di dollari

 

Con un omaggio a un capolavoro di Sergio Leone in occasione dei 50 anni dalla sua prima proiezione (riproposto oggi nelle sale in versione rimasterizzata), inauguriamo una rubrica di “cinema del passato” curata da Fabrizio Luperto: curiosità, approfondimenti, storie e protagonisti

La genesi. Per un pugno di dollari è la pellicola che ha segnato la nascita del più noto filone del cinema di genere italiano: lo spaghetti-western. Nella prima metà degli anni 60, in Germania principalmente, ma anche in Spagna, venivano prodotti film western a basso costo. In realtà si trattava di imitazioni a buon mercato dei western americani, poco credibili ma che raccoglievano briciole di successo nei cinema di periferia. I titolari della Jolly Film (Arrigo Colombo e Giorgio Papi) vollero importare questo tipo di operazione. Siamo al 28 agosto 1964, nei cinema di serie A imperversa Il dottor Stranamore, mentre nei cinema di paese dettano legge Franco Franchi e Ciccio Ingrassia con Due mafiosi nel far west. A Firenze in un piccolo cinema nei pressi della stazione di Santa Maria Novella esce Per un pugno di dollari. La società di produzione, ha acquistato dei biglietti perchè l'esercente non lo "smonti". Incassa 400.000 lire il venerdi, 500.000 il sabato, 800.000 la domenica e 1.400.000 il lunedi! il giorno in cui i cinema sono meno frequentati. Visto il risultato la Jolly lo ritira e lo fa uscire con un grande lancio pubblicitario ad ottobre.

Il west secondo Sergio Leone
. Le novità introdotte da Leone con il suo primo western sono innumerevoli e ribaltano in gran parte lo schema classico del western d'oltroceano. Dal punto di vista prettamente narrativo bisogna evidenziare che sparisce la figura del "buono", i protagonisti sono tutti pistoleri senza scrupoli. La novità più evidente riguarda l'unica inquadratura che ci mostra chi spara e chi viene colpito, questa novità però non è da attribuire esclusivamente a Sergio Leone, ma piuttosto alla censura americana che per i film made in Usa proibiva, tramite il famigerato Codice Hays, questo tipo di ripresa.

Collocazione storica
. Per un pugno di dollari, primo film della "trilogia del dollaro" di Leone è il primo anche dal punto di vista cronologico? La risposta è no. Il film dovrebbe collocarsi a metà strada tra Il buono il brutto il cattivo (ultimo della trilogia) e Per qualche dollaro in più (il secondo). A questa conclusione si arriva analizzando la scena dell'assalto al convoglio dell'esercito messicano. Ramon e i suoi uomini sono vestiti da soldati nordisti, quindi, se le uniformi blu sono presenti al confine con il Messico senza destare sospetti vuol dire che siamo agli sgoccioli della guerra. Ne consegue che se il buono il brutto il cattivo si svolgeva in piena guerra di secessione, mentre Per qualche dollaro in più a guerra finita, Per un pugno di dollari si piazza cronologicamente a metà strada tra gli altri due film.

B-Movie. In molti, ancora oggi si ostinano a non ammetterlo, ma Per un pugno di dollari possiede tutte, ma proprio tutte le caratteristiche del prodotto di serie B. A sostegno di questa tesi mettiamo in evidenza alcuni aspetti. Una produzione dal costo irrisorio (120 milioni) che i produttori italiani coprirono a fatica a causa del co-produttore spagnolo che non contribui con la propria parte di spese; sceneggiatura copiata da La sfida dei samurai (1961) di A. Kurosawa; americanizzazione dei nomi (per leggere i nomi scelti da attori e tecnici vi rimandiamo alla scheda del film) allo scopo di trarre in inganno un pubblico particolarmente disattento come quello che frequentava le rumorose sale di periferia a cui era destinato il film; attori praticamente sconosciuti; uso dello zoom eccessivo che nel cinema a basso costo era un espediente per evitare costosi movimenti di macchina; scene notturne in cui appare evidente l'uso dell'"effetto notte" con tanto di ombre che si allungano anche al cospetto della fioca luce della luna.

Film di recupero. Veniva chiamato film di recupero un film che la produzione metteva in cantiere al solo scopo di abbattere i costi del film principale. Per la realizzazione del film di recupero venivano utilizzate scenografie, costumi, maestranze e a volte anche le comparse del film principale. Questa pratica era molto diffusa tra i produttori di cinema di genere. Di seguito uno stralcio dell'intervista rilasciata dall'attore Mimmo Palmara a Steve Della Casa nel 2003.
"[…] Mi chiese (Leone)se avrei fatto un ruolo per lui, visto che con la sua regia avevo già fatto un mitologico, Il colosso di Rodi. Per pura combinazione pochi giorni prima avevo firmato per gli stessi produttori, Papi e Colombo, che avevano in cantiere anche un altro western, Le pistole non discutono. Anzi quello era il film principale, mentre Per un pugno di dollari era il film di recupero; infatti i costumi e le pistole vennero convogliati, una volta esaurito il loro uso, su film di Leone".

Curiosità
: I produttori del film non pagarono A. Kurosava per i diritti della sceneggiatura, anche se il costo era irrisorio (10.000 dollari), perchè convinti che il film sarebbe passato inosservato. Una volta scoperti, la Jolly Film piuttosto che pagare cedette alla Toho Film di Kurosawa i diritti per lo sfruttamento del film in Giappone, che portarono nelle casse del regista nipponico un milione e mezzo di dollari!
È questa, a tratti incredibile, la storia di uno dei film più amati e studiati al mondo. Partorito, abbastanza inconsapevolmente, da produttori coraggiosi e veri artigiani della celluloide, che volevano solo portare a casa la pagnotta e invece si ritrovarono tra le mani un successo planetario.

Fabrizio Luperto

 

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PER UN PUGNO DI DOLLARI
(Ita-Ger-Spa 1964)

Regia: Bob Robertson (Sergio Leone)
Cast: John Wells (Gian Maria Volontè - Ramon Rojo) Clint Eastwood (Joe) Marianne Koch (Marisol) Jose Calvo (Silvanito) Wolfang Lukschy (John Baxter) Antonio Prieto (Benito Rojo) Margarita Lozano (Consuelo Baxter) Sieghardt Rupp (Esteban Rojo) Richard Stuyvesant (Mario Brega - Chico) Benny Reeves (Benito Stefanelli - Rubio) Carol Brown (Bruno Carotenuto - Antonio Baxter)
Soggetto e Sceneggiatura: Sergio Leone - Duccio Tessari - Victor A. Catena
Montaggio: Bob Quintle (Roberto Cinquini)
Fotografia: Jack Dalmas (Massimo Dallamano)
Musica: Don Savio (Ennio Morricone)
Produzione: Jolly Film (Ita) - Constantin Film (Ger) - Ocean Films (Spa)
Distribuzione: Unidis
Durata: 100 min.
Visto censura: 43642 del 01-09-1964