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Tifosi leccesi denunciati, le perplessità dell'avvocato

dicembre 6, 2013 da redazione

Manifestazione non autorizzata, è questa l'ipotesi di reato contestata e notificata a 42 tifosi salentini. I fatti: Il 15 maggio del 2011 (si avete capito bene 2011), al San Nicola di Bari, si giocava il derby Bari-Lecce, se i giallorossi fossero riusciti a vincere, così come poi è successo, il Lecce avrebbe ottenuto la salvezza matematica in serie A. A causa della "tessera del tifoso" molti sostenitori disertarono lo stadio e alcuni si riunirono all'esterno della Curva Nord al Via del Mare. A vittoria ottenuta, si scatenarono caroselli e festeggiamenti spontanei in città. Alla fine della gara partirono cori e cortei improvvisati per le vie del centro. Sono stati proprio i partecipanti a questo "corteo non autorizzato" ad essere denunciati. Attenderanno anche il Daspo? Per i festeggiamenti si contesta la violazione dell'art. 18 del testo unico delle leggi di Pubblica Sicurezza datato 1931, vale a dire in epoca fascista, che prevede che i promotori di una riunione in luogo pubblico devono darne avviso 3 giorni prima al questore.

C'è da restare perplessi e porsi qualche domanda: ma quando la nazionale ha vinto i mondiali con festeggiamenti in tutta Italia era stato chiesto il permesso? Quando i sostenitori di un politico candidato festeggiano l'elezione nei pressi del comitato? I deputati che manifestano davanti al Palazzo di giustizia durante il processo Ruby-Berlusconi? Allo stato, la Curva Nord, cuore del tifo giallorosso, è stata decimata nel corso degli anni da altri provvedimenti restrittivi di vario genere. Di quel fulcro di passione, colore e calore è rimasto poco o  nulla. I pochi innamorati della maglia , ancora presenti a sostenere incessantemente la squadra, potrebbero essere inghiottiti da questo "bisogno di giustizia."

A tale proposito dice la sua l'avvocato Pinuccio Milli, massimo esperto di reati legati a menifestazioni calcistiche e storico difensoredi molti sostenitori giallorossi.

"Difendo da tempo i ragazzi della curva nord di Lecce, della quale sono onorato di averne fatto parte fin dalla sua fondazione nel settembre 1981, e sono anche io un Tifoso del Lecce legato alla Squadra del Cuore da un amore sconfinato e viscerale. Conosco pertanto tutte le Logiche del Tifo e del Tifoso, comprendo cosa determina nel Cuore di un appassionato di calcio una Vittoria, sopratutto nel Derby o comunque una Salvezza nel massimo campionato nazionale.Tuttavia non è di questo che voglio parlare , infatti mi svesto dai panni del Tifoso e scrivo indossando la Toga di Avvocato. Come mi è stato insegnato dal Mio Maestro è imposto all’Avvocato una Difesa costante e continua , sempre nell’interesse del Cliente, ma MAI oltrepassando i limiti di Legge e , soprattutto, nel pieno rispetto della Magistratura, anche quando non si comprende e non si condivide l’esercizio dell’azione penale.

Resta , quale unica cosa da fare, quella di difendersi strenuamente , magari alla ricerca della prova che discolpi il proprio assistito, ma sempre e soltanto nel processo e attraverso i rimedi giurisdizionali concessi dai codici di rito. Orbene, balza agli occhi in queste ore il continuo (legittimo) sollevarsi dei Tifosi sull’onda del divulgarsi da parte della stampa e delle televisioni delle ultime notizie circa la notificazione di atti processuali a carico di numerosi tifosi della curva nord per la violazione dell’art.18 TULPS per due diversi episodi avvenuti tempo addietro e che tutti ritenevano ,e ritengono, essere solo espressione tipica del Vivere da Tifoso e non una questione da processo penale.

Pur evidenziando che occorre solo fare una cosa , e cioè difenderci nel denegato processo penale e nulla piu’, tuttavia comprendo la viscerale protesta del Popolo del Tifo ma non quella proveniente da parte dei Politici dell’ultima ora , eccezion fatta per quelli sempre presenti in prima linea perché “figli della curva nord”. Nessuno , soprattutto i ragazzi di curva, ha mai richiesto tale intervento anche perché considerato oltremodo tardivo se non strumentale e soprattutto inutile. Appare alquanto sterile perorare cause ad hoc , magari contestando il Lavoro del Magistrato senza sapere o leggere una sola carta processuale, mentre da tempo immemore magari si è assistito silenti ed inerti a tutta una serie di storture investigative e conseguenti debacle processuali senza chiedersi nulla e soprattutto senza interrogarsi perché sono accadute alcune sconcertanti vicende poi conclusesi , quasi tutte, in maniera diversa rispetto a quanto prospettato nelle conferenze stampa della prima ora.

Esempi ne potrei fare a bizzeffe. Ma cadrei nel ridicolo e quindi taccio. Nell’interesse dei miei assistiti si invoca il Silenzio. Facciamo lavorare in Santa Pace i Giudici e gli Avvocati. Tanto la Verità, che ricordatelo è sempre e solo Una, verrà a galla. Tempo al Tempo."