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Tassi di crescita: Montesano e San Cesario i comuni più «dinamici»

gennaio 30, 2014 da redazione

Ecco i tassi di crescita nei diversi territori della provincia: Montesano e San Cesario i comuni più «dinamici». Ma a Lecce, in termini assoluti, sono nate più ditte

Nel 2013, la palma del territorio più dinamico dal punto di vista imprenditoriale è andata a Montesano. Le 12 nuove aziende (su un totale di 179 attive) con sede nel piccolo centro valgono un incremento del tessuto imprenditoriale pari al 6,12 per cento. Nessun altro paese della provincia, e tantomeno il capoluogo, si è avvicinato a questa performance. Nella «top five» dei comuni salentini che «corrono» di più, ci sono anche: San Cesario con un ritmo di crescita al 3,56 per cento; Martignano con il 3,23 per cento; Diso con il 3,17 per cento, Spongano con il 2,42 per cento.

Fanno da contraltare i cinque centri più lenti. Al quintultimo posto per ritmo di «crescita» ecco Melissano (tasso negativo del 3,57 per cento) seguito da Sogliano Cavour (3,69 per cento in meno). Sul podio dei paesi dove nel 2013 è stato più difficile fare impresa ci sono: Alliste (3,98 per cento in meno), Surano (meno 4,17 per cento) e infine Carpignano (meno 6 per cento).

In termini assoluti è Lecce il luogo in cui sono nate più aziende (176, che però pesano solo per l'1,52 per cento). Seguono poi San Cesario di Lecce (28), Cavallino (17) Aradeo (16) e Lizzanello (15). In questo senso i «Top Five» sono: Parabita (22 in meno), Trepuzzi (24), Carpignano Salentino (6) ed appaiate all'ultimo posto Melissano e Nardò (26 in meno).

Dopo Lecce (11mila 735 imprese registrate, per un peso pari al 16,24 per cento sul tessuto imprenditoriale provinciale), i centri con il più alto numero di imprese sono: Nardò (2.852 unità), Galatina (2.222), Casarano (1.919), Copertino (1.816), Gallipoli (1726), Leverano (1.705), Tricase (1.494), Maglie (1.421), Taviano (1.409). Il centro imprenditoriale più piccolo è Giuggianello (102). Seguono: Sanarica (108), Palmariggi (120), Martignano (128), Bagnolo (132), Nociglia (143), Patù (143), Zollino (194), Ortelle (164), Seclì (174). 

(fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno, 29/01/2014)

 

Commenti

ora lo vedi...ora non lo vedi più!

gennaio 31, 2014 da Aristodemo De Blasi, 4 anni 37 settimane ago
Comment: 1561

Il bello dei numeri e delle percentuali è che attraverso piccole sottigliezze si può dire tutto ed il contrario di tutto. Prendiamo ad esempio questi lusinghieri dati di crescita: “San Cesario + 3,56%”. Se qualcuno conosce questi studi in maniera più completa mi piacerebbe capirne di più, perchè presi solo così mi “puzzicchiano” un pò. Se si trattasse di meri rapporti tra numero totale di aziende e numero di nuove aziende, io forse festeggerei con meno entusiasmo. Faccio un esempio pratico: un paese X chiude il 2013 con un totale di 10 aziende attive. Nel corso dell'annata, un'azienda è fallita e ne sono state create 3 nuove. Stando alla mera percentuale, il paese risulta avere uno spettacolare tasso di crescita del 30%. Ma se vi dicessi che l'azienda fallita aveva 100 dipendenti e le 3 nuove messe insieme danno lavoro a 10 persone, sareste contenti allo stesso modo?