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Stop alle biomasse, la società rinuncia al progetto

marzo 15, 2014 da redazione

La decisione presa dopo la volontà contraria espressa dal Comune

Giunge la parola fine alla tanto discussa questione del progetto della Centrale a Biomasse di Lequile. E' stata recapitata nei giorni scorsi al Sindaco di Lequile Antonio Caiaffa la lettera di rinunzia firmata direttamente dalla società Cosal Consorzio Salentino. Nel documento testualmente si legge: "Preso atto della vostra volontà espressa in merito alla centrale a biomasse, si manifesta l'intento di intraprendere le procedure interne alla cooperativa per la rinunzia alla realizzazione dell'impianto. Pur ribadendo - infine - la piena legittimità dell'intervento proposto e la totale compatibilità ambientale dello stesso".

L'impianto a biomasse che sarebbe dovuto sorgere sulla strada Lecce-Galatina in località "Curmuni", della potenza di 999 KW elettrici e 3000 KW termici, quindi non si farà. La decisione della Cosal dopo la presa di posizione ferma e decisa del primo cittadino Caiaffa e in seguito ad una comunicazione ufficiale alla società, con cui il primo cittadno sottolineava la piena contrarietà sua personale ed espressa anche da tutto il consiglio comunale lo scorso 6 marzo. Il no dell'Amministrazione comunale era collegato all'emissione dei fumi in atmosfera, con una emanazione di CO2 pari a 112mila tonnellate l'anno e 5 tonnellate di polveri di piombo.

"Al di là o al di sopra della regolarità o meno degli atti amministrativi che abilitano all'intervento - ha spiegato il sindaco Caiaffa - abbiamo chiesto di rinunciare al progetto della centrale a biomasse e di trovare una soluzione alternativa allo smaltimento corretto dei rifiuti edella lavorazione degli ulivi. Soluzioni che siano molto meno invasive per la nostra salute e per l'ambiente che ci circonda. Abbiamo il dovere di salvaguardare la nostra amata terra salentina e il futuro delle nostre famiglie".

Cittadini, associazioni ambientaliste, il Comitato intercomunale, la Rete per San Pietro in Lama, le realtà sociali e politiche di Lequile e dei paesi limotrofi ora possono davvero tirare un sospiro di sollievo. (F. Pastore)

(fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia, 15/03/2014)