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Signore e signori, ecco a voi la “De Giorgi”

ottobre 31, 2014 da redazione

Inaugurazione del Parco Urbano Distillerie De Giorgi (foto di Erika Brandi)
Inaugurazione del Parco Urbano Distillerie De Giorgi (foto di Erika Brandi)
Signore e signori, ecco a voi la “De Giorgi”

 

Dopo anni di polemiche, speranze, critiche e rinvii apre finalmente il Parco urbano della distilleria De Giorgi. Un’opportunità per il nostro territorio, che non possiamo mancare.

27 settembre 2014, ore 18. Luci soffuse. Silenzio. è di scena “l’inaugurazione del Parco Urbano della distilleria De Giorgi”. Con (in ordine casuale): Amministrazione comunale, cittadinanza, Giovanni Semeraro, IBAM-CNR di Lecce, AIPAI (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale - ndr), Regione Puglia. Eh già, dopo quasi vent’anni da quell’inverno ’96, quando la lente di ingrandimento di alcuni professori di archeologia industriale si soffermò sull’opificio Distilleria De Giorgi, il grande portone che congiunge via Ferrovia a via Matteotti  ha riaperto i battenti. Il parco, di quello che per anni è stato il polmone economico dell’intero territorio, si ridona alla sua San Cesario nella nuova (ed auspicata) veste di polmone culturale.

Luogo di azione sociale, di storie di donne e di uomini che tra quelle mura hanno lavorato, vissuto, gioito e sofferto. “Luogo simbolo, dedicato alla comunità e della comunità, dove le persone possono incontrarsi, comunicare, crescere, socializzare. Dove il valore del lavoro sia riconosciuto e riconoscibile”  ci dice Giovanni Semeraro, presidente della Fondazione “Rico Semeraro” che, nell’aprile del 2012 ha acquistato la proprietà all’asta per poi donarla alla nostra comunità. Ad una condizione imprescindibile: sia destinata esclusivamente a fini sociali e culturali. E su questo si stia ben attenti perché, come ammoniva De Montaigne: “non è cosa rara vedere le buone intenzioni spingere gli uomini ad azioni, se non molto cattive, quantomeno estremamente sbagliate”.

Il parco (oggi) e la distilleria tutta (domani) rappresentano un’opportunità senza precedenti per il nostro territorio. Probabilmente, con una gestione fatta di buon senso, ragione, esperienza, sentimento, si riuscirebbero a coniugare cultura e ricadute occupazionali. Manna dal cielo. Oggi il Parco è aperto solo due giorni a settimana: sabato e domenica. Ma non sarà sempre così. Da qui a breve, verrà predisposto un bando per far condurre il bene. Cosa abbiano in mente gli amministratori (esclusività nella gestione; anni dell’affidamento; solidità economica dell’aggiudicante; gestione del punto ristoro; aperture; manutenzione e pulizia dell’area; accessibilità al parco; ecc.) è ancora tabù. Il consiglio, la speranza, è che non si dia orecchio solo a pochi intimi: potrebbero rivelarsi cattivi consiglieri. Perché la De Giorgi fa gola!

Credo sarebbe di buon senso un bando figlio di idee condivise, dibattiti, riflessioni comuni, critiche costruttive, dialettica. Un bando dove si parta tutti alla pari. Un’esplosione di inclusività (quanta avarizia a tal proposito) che abbia origine innanzitutto da noi. I cittadini. Basta alzare critiche fini a se stesse, elevate nel rassicurante abbraccio del proprio divano; nel gratificante tepore delle mura domestiche. Dovremmo piuttosto riconquistare i luoghi. Essere attori protagonisti della loro rinascita. Ed invece, ahi noi, l’impressione è che per molti i sogni siano limitati alla domenica pomeriggio. Passivi e rassegnati alle minuscole consolazioni televisive fatte di dolori finti ed euforie artificiali.

Il discorso, per quanto ovvio, vale anche (e forze ancor più) per le tante associazioni che operano sul territorio. Bravissime nel singolo ma deludenti nel gioco di squadra. Sia seppellita, una volta tanto, l’ascia della reciproca invidia. Si smettano i panni di primadonna per indossare quelli dell’amica complice. Si dia un senso al tanto bistrattato Forum delle Associazioni. Accadesse tutto questo, potremmo tranquillamente parlare di secondo grande miracolo della De Giorgi. Il primo (ma che lo diciamo a fare?) è, ovviamente, sua maestà Anisetta. Chapeau.

Paolo De Blasi
paolo@alambicco.com