Salta al contenuto principale

San Cesario, la nuova vita della Distilleria De Giorgi

settembre 26, 2014 da redazione

San Cesario, la nuova vita della Distilleria De Giorgi

Sabato 27 l’inaugurazione del Parco Urbano
L’importante monumento dell’archeologia industriale immaginato come un crocevia di culture

 

Nel secolo scorso opificio tra i più importanti e conosciuti in Italia, caso di studio esemplare dell’imprenditoria di Terra d’Otranto della prima metà del Novecento, luogo di produzione – tra gli altri - della famosissima Anisetta, elisir capace di varcare i confini nazionale per un posizionamento di mercato a livello europeo, soprattutto in Francia, Belgio, Germania, Svizzera. Successivamente, monumento dell’archeologia industriale di eccezionale valore e pregio, vincolato dal Mibac nel 1999, dichiarato il 6 luglio del 2005 “bene di interesse particolarmente importante".

Oggi, o per meglio dire da sabato prossimo 27 settembre, spazio di comunità, restituito a San Cesario e all’intero Salento, pronto a rilanciare la sfida di un luogo simbolico e concretissimo in una forma completamente rinnovata: luogo della produzione e dell’incrocio di cultura. Esattamente come aveva chiesto la Fondazione Semeraro, proprietaria del bene acquistato all’asta,  nell’aprile del 2012, donando la Distilleria alla comunità con una clausola precisa: destinazione a fini esclusivamente culturali e sociali.

Si inaugura dunque sabato, alle 18, il Parco Urbano della Distilleria De Giorgi, con un appuntamento che salda la storia di un tempo al tempo che verrà. E che non a caso vede presenti gli artefici di questa rinascita: la famiglia Semeraro che ha acquistato nel 2011 la Distilleria poi donandola ufficialmente alla comunità perché divenisse luogo di cultura e di azione sociale, l’Amministrazione comunale che in questi anni ha avviato i lavori di recupero e rifunzionalizzazione della struttura immaginandola come bene pubblico e per questo stesso luogo di futuro, la Regione Puglia che ha approvato il progetto nell’ambito della Rigenerazione urbana, l’Ibam-Cnr che, con il suo coordinatore regionale Antonio Monte ha rappresentato il versante scientifico del Progetto, sostenendo con convinzione l’ enorme rilevanza e valore – ai fini storici e architettonici – della Distilleria.

In scaletta, dunque, gli interventi di Andrea Romano, sindaco di San Cesario, Salvatore Capone, Giovanni Semeraro, presidente della Fondazione ‘Rico Semeraro’; Angela Barbanente, vice Presidente della Regione Puglia; Massimo Bray, deputato, Direttore Editoriale Treccani, già Ministero al MiBacT; Antonio Monte, ricercatore Ibam-Cnr, Coordinatore Aipai – Puglia.

“Finalmente”, dice Andrea Romano, sindaco di San Cesario, “apriamo le porte della Distilleria o, per meglio dire, il suo Parco, dal momento che i lavori procedono ovviamente per tranche. L’emozione è fortissima, e così la convinzione di aver lavorare per un obiettivo di straordinaria rilevanza: quello che un tempo è stato, per l’intero territorio, un polmone economico rilevantissimo, non a caso conosciuto a livello nazionale e internazionale, oggi diviene un polmone culturale. Crocevia di culture, lo abbiamo immaginato, che come primo atto diverrà crocevia di teatro. Con il bando “Distilleria in scena”, infatti, abbiamo immaginato di proporre la realizzazione di spettacoli teatrali e laboratori urbani fortemente legati alla natura e alla memoria – anche recente – di questo spazio, o meglio all’immaginario reale e simbolico che nel luogo si è depositato e che il luogo costantemente nutre”.

“Con il completamento del primo stralcio restituiamo alla Comunità il Giardino storico”, sottolinea Salvatore Capone, parlamentare pd, assessore Lavori Pubblici e Patrimonio, “e già immaginiamo quello che la Distilleria potrà essere una volta completato il progetto di recupero  dell’intero immobile. In questa prima fase, l’intervento, nell’ambito di Rigenerazione urbana - Rigeneriamo le aree e gli edifici dismessi - Progetto finanziato con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (P.O. FESR Regione Puglia 2007-2013) Asse VII – Linea 7.2 Azione 7.2.1, ha recuperato il Giardino storico, gli ambienti destinati alla manutenzione delle botti e all’officina, gli ex spogliatori, il Piazzale E, grazie ad un ulteriore finanziamento, bonificato l’intera area con l’eliminazione dell’eternit.

A San Cesario la memoria è tuttora vivissima, e così l’orgoglio di essere stata una città eccezionale nel panorama economico territoriale. E’ vero i fumaioli delle distillerie oggi sono spenti ma quella storia è un patrimonio di enorme valore, anche dal punto di vista dei manufatti architettonici. Restituire la Distilleria De Giorgi alla Comunità è per noi rendere omaggio a quella storia. Non solo alle famiglie imprenditrici, ma soprattutto alle donne e agli uomini che vi hanno lavorato e hanno abitato quei luoghi. Un omaggio al lavoro, al suo valore. E uno stimolo a proseguire nell’azione avviata perché ad essere recuperato sia l’intero immobile – di eccezionale bellezza”.

“Il primo pensiero va a mio padre”, è il commento di Giovanni Semeraro, “che amava San Cesario ed era legatissimo alla città. La donazione è stata un atto d’amore e di affetto verso questa comunità, con un vincolo imprescindibile. Oggi non posso che essere felice di questa prima restituzione con l’apertura del Parco, che segna un passaggio significativo nella relazione tra la città e la nuova vita della Distilleria. Come me la immagino? Un luogo dove le persone possano incontrarsi, comunicare, dove possano crescere, soprattutto i ragazzi. Socializzare. Dove il valore del lavoro sia riconosciuto, e riconoscibile. Un luogo simbolo, dedicato alla comunità e della comunità”.

 

* * * * *

 

Nicola De Giorgi

Il pioniere dell’industria della distillazione tra San Cesario di Lecce,

San Pietro Vernotico e Squinzano

 

 

La storia dell’impresa De Giorgi, produttrice di alcol e liquori per il mercato provinciale ma nota anche in tutta Italia per il liquore Anisetta, è un caso di studio esemplare dell’imprenditoria di Terra d’Otranto della prima metà del Novecento. Imprenditoria costituita essenzialmente da ditte “a conduzione famigliare”, in cui le sorti dell’attività sono strettamente dipendenti dalle scelte imprenditoriali del capofamiglia e dalla capacità dei figli di assumere a loro volta il controllo dell’azienda.

I De Giorgi diventano distillatori sul finire dell’Ottocento. Il 1906 segna la svolta: probabilmente per le buone possibilità che offre l’abbassamento dei costi di produzione dell’alcol, causato dall’aumento della materia prima e dalla riduzione delle imposte di fabbricazione, Vito e Nicola smettono di lavorare nel mulino di Carmine de Bonis e si dedicano esclusivamente alla produzione in proprio di alcol e liquori.

Sin dal 1906 Casa De Giorgi è molto attiva nella pubblicizzazione dei propri prodotti, partecipando a numerose esposizioni. Tra i riconoscimenti, spesso ricordati anche sulle etichette dei prodotti De Giorgi, le medaglie d’oro ricevute all’Esposizione di Siena del 1907 e alle Esposizioni riunite di Roma del 1911. Nel 1915 è tra le ditte premiate iscritte al «Gran Libro d’Oro» dei Benemeriti del Lavoro.

Tra il 1912 e il 1915 avviene il passaggio di gestione dell’attività da Vito a Nicola; negli stessi anni quest’ultimo sceglie di investire non solo nella produzione ma anche nella distribuzione dei propri prodotti e di terzi: la scelta è evidente, visto che nel 1915 Nicola è definito negli atti pubblici «commerciante».

Pochi anni dopo Nicola è ormai pronto per divenire un vero e proprio «industriale» e tra il 1917 e il 1925 affida a Giovan Battista Forcignanò la progettazione e la costruzione in via Vittorio Emanuele III dello stabilimento. Egli progetta il suo complesso industriale puntando alla differenziazione dei prodotti e avviando perciò contemporaneamente una distilleria, un liquorificio, con reparto di imbottigliamento e uno stabilimento vinicolo con reparto per la trasformazione delle fecce. Per le dimensioni e l’economia di San Cesario di Lecce il progetto di Nicola De Giorgi ha dimensioni di certo ambiziose. Sul finire degli anni venti Nicola De Giorgi ha ormai compiutamente individuato la “mission” della sua impresa. Gli anni successivi sono dedicati al perfezionamento del ciclo produttivo, alla pubblicizzazione e all’espansione del volume di affari.

Dalla fine degli anni trenta in poi lo spirito non rettificato prodotto a San Cesario viene, oltre che venduto a fabbriche di rettifica, inviato nello stabilimento di San Pietro Vernotico e in seguito anche nello stabilimento di Squinzano, dotato anch’esso di un impianto uto rettificatore. De Giorgi riesce a raggiungere anche il mercato nazionale e internazionale attraverso il liquore Anisetta, divenuto la specialità della Casa sin dai primi anni di attività. La ditta ha suoi rappresentanti nelle maggiori piazze italiane. La fama raggiunta dal liquore Anisetta va di pari passo con i riconoscimenti e la pubblicizzazione del prodotto.

Ad appena 15 anni dalla nascita della ditta, il 20 luglio 1920, Nicola De Giorgi riceve da Vittorio Emanuele III un autorevole riconoscimento quale il Brevetto della Casa Reale.

La Ditta Nicola De Giorgi ha rappresentato per 90 anni un’industria di prim’ordine a livello regionale e nazionale; da qui l’interesse culturale della comunità locale di “patrimonializzare” attraverso il recupero della memoria produttiva del piccolo centro, con una meticolosa ricerca sul patrimonio industriale cittadino e, in particolare sulla storia della distillazione e sulle distillerie presenti sul territorio comunale.

L’attenzione sull’opificio “distilleria De Giorgi” di alcuni esperti di archeologia industriale e della comunità scientifica locale (Corso di laurea in Conservazione di Beni Culturali, poi Facoltà con la Cattedra di Archeologia industriale e del Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali, già IsCOM di Lecce), viene rivolta tra la fine del 1996 e il 1997, quando nella distilleria era in attività solo il liquorificio.

Tutto parte tra la fine del 1999 e i primi mesi del 2000 quando viene redatto e sottoscritto dalle parti un Protocollo d’intesa, tra Comune di San Cesario di Lecce, Facoltà di Beni Culturali, CNR-IsCOM (poi IBAM) di Lecce e Casa Editrice Piero Manni, per lo svolgimento di un’attività congiunta su “Archeologia e patrimonio industriale: sviluppo di un’azione di ricerca, valorizzazione e progettazione”.

Il primo risultato di questa attività di studio fu la pubblicazione del libro Storte ed alambicchi. L’industria della distillazione a San Cesario di Lecce (2000) di Antonio Monte.

Sulla base degli studi in corso e dei primi risultati acquisiti, nel 2001 viene presentato al Consorzio Universitario Interprovinciale Salentino (CUIS) un progetto di ricerca dal titolo: Progetto pilota per la conservazione e valorizzazione del patrimonio archeo-industriale pugliese. Archeologia industriale a San Cesario di Lecce; il progetto viene finanziato.

Tra la fine del 2002 e per tutto il 2003, la distilleria è oggetto di studio svolto dall’arch. Lorena Sambati nell’ambito del Master in Conservazione, Gestione e Valorizzazione del Patrimonio Industriale-Università degli Studi di Padova.

Su iniziativa dell’arch. Antonio Monte, ricercatore dell’IBAM-CNR di Lecce e coordinatore regionale dell’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale (AIPAI), di concerto con l’Amministrazione comunale, viene chiesto, alla Direzione Regionale per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Puglia, il vincolo di tutela, ai sensi del D.co L.vo n° 490 del 29.10.1999. Tutto l’immobile denominato “Antica Distilleria De Giorgi”; il 6 luglio del 2005 “è stato dichiarato bene di interesse particolarmente importante”.   

Il 2007 segna un anno importante per lo stabilimento De Giorgi: viene celebrato il suo I° centenario; per l’occasione viene allestita una mostra documentaria e stampato il volume di Antonio Monte e Anna Maria Stagira (con un contributo di Lorena Sambati) dal titolo: La distilleria De Giorgi a San Cesario di Lecce: da opificio a monumento. Conservazione, recupero e valorizzazione. Nel settembre 2007 il Comune redige un Progetto preliminare per il restauro e la conservazione della distilleria “Casa De Giorgi” da destinarsi a Museo dell’alcol a firma dell’ing. Paolo Moschettoni con la consulenza tecnico-scientifica dell’arch. Antonio Monte.

Dal 2008 a oggi sono continuati i rapporti scientifici con IBAM-CNR di Lecce, con AIPAI e Università degli Studi di Padova; infatti ogni anno (per dieci anni consecutivi, tra giugno e settembre) il Comune ospita la Summer school del Master. Con AIPAI nel settembre 2011 viene siglato un Protocollo d’intesa finalizzato alla tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio industriale.

La Distilleria il 16 marzo 2011 è stata acquistata dalla Fondazione “Rico Semeraro”.

Il 28 settembre 2012 è stata donata al Comune di San Cesario di Lecce con destinazione a fini culturali e sociali