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A San Cesario i cittadini prendono d'assalto il Comune

dicembre 20, 2013 da redazione

Alcuni di loro non compreranno nemmeno i regali di Natale per i propri bambini. La crisi economica che sta attanagliando centinaia di famiglie e le bollenti cartelle Tares che stanno arrivando come batoste, continuano ad alimentare le proteste di cittadini, artigiani e di imprenditori dal nord al sud del Salento. Come quelle che si stanno registrando in questi giorni a San Cesario. di Lecce, dove i commercianti sono in protesta dopo essersi visti recapitare cartelle Tares di svariate migliaia di euro.

Per fare chiarezza ed intraprendere un dialogo con chi non può far fronte a questi esosi pagamenti, si è svolto ieri pomeriggio presso il Comune un incontro tra il sindaco Andrea Romano e i commercianti del posto che attraverso un'apposita richiesta avevano espresso il desiderio di poter essere ascoltati dall'Amministrazione comunale e dai capogruppo consiliari.

Il tavolo ha avuto inizio alle ore 15, in una sala consiliare affollatissima, ma comunque all'insegna della correttezza e della civiltà seppur condita con punte di comprensibile disperazione. «Presto saremo costretti a chiudere - hanno attaccato i commercianti presenti ieri - la sopravvivenza è drammatica ed insostenibile per chi come noi deve fare i conti con tasse che hanno dell'assurdo e la Tares che è come una spirale che soffoca le nostre speranze». Piccoli commercianti, mercerie, botteghe che guadagnano solo poche decine di euro al giorno e che devono pagare cartelle Tares di mille, duemila euro.

Il sindaco ha illustrato il meccanismo di funzionamento del tributo e le modalità attraverso le quali si è definito il Piano economico finanziario alla base del calcolo delle tariffe. «Per le utenze domestiche - ha spiegato Romano - le agevolazioni previste riguardano: la riduzione del 30% per unico occupante ultra-settantacinquenne, per uso stagionale o saltuario, per gli emigranti, la riduzione del 20% per l'uso del composter, riduzione del 15% per ultrasettantenni con reddito fino a 7.000,00 euro annui, coefficienti minimi per i nuclei familiari oltre ai quattro componenti».

L'amministrazione comunale ha espresso «la massima disponibilità a verificare ogni singola posizione debitoria anche con aperture straordinarie degli uffici, rateizzazione dei pagamenti e costituzione di un fondo di solidarietà. (di Francesca Pastore)

(fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia, 20/12/2013)

 

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