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San Cesario celebra Salvatore e Michele Saponaro con una mostra

ottobre 7, 2014 da redazione

Opere inedite provenienti dalle collezioni private dagli eredi di Michele e Salvatore Saponaro, l’uno celebre scrittore l’altro altrettanto noto scultore, originari di San Cesario e successivamente trasferitisi a Milano, saranno esposte per la prima volta al pubblico Sabato 11 ottobre, in occasione della giornata del Contemporaneo indetta dall’AMACI (Associaz. Musei d’arte contemporanea italiani), nel Museo Civico del Comune di San Cesario, destinatario della donazione.

Tra le opere esposte: il celebre gesso raffigurante alcuni riquadri per il concorso della porta del Duomo di Milano a cui lo scultore Salvatore Saponaro aveva partecipato e il ritratto di Michele Saponaro ad opera del pittore Domenico Cantatore. L’esposizione al pubblico, organizzata dall’Amministrazione comunale, assessorato alla cultura, si aprirà alle ore 18 nel Museo Civico di arte contemporanea presso il Palazzo Ducale in Piazza Garibaldi, alla presenza dei familiari degli artisti.

 

 

Michele Saponaro (San Cesario 1885 - Milano 1959),

Conosciuto anche con lo pseudonimo di “Libero Ausonio”, autore di numerosi romanzi, raccolte di novelle e biografie di uomini illustri , collaborava come giornalista con le più importanti testate nazionali, quali “Il Corriere della Sera”, “La Stampa”, “Il Giornale d’Italia”, ecc. Pubblicò romanzi e racconti che si riallacciano alla tradizione della narrativa regionale (La vigilia, 1914; Il peccato, 1919; Fiorella, 1920; Nostra madre, 1921). In seguito si dedicò alla rievocazione di figure di uomini illustri in una serie di biografie che uniscono alla larghezza d'informazione una piacevole scioltezza di racconto (Vita amorosa ed eroica di Ugo Foscolo, 1939; Leopardi, 1942; Mazzini, 2 voll., 1945; Michelangelo, 1947).

 

Salvatore Saponaro (San Cesario di Lecce, 1888 - Bizzozero (Varese), 1970).

La sua prima formazione si svolge a Lecce, dove dal 1906 compie l'apprendistato di scultore e ceramista presso Augusto Lucrezio. Tre anni dopo, vinta una borsa di studio dell'Amministrazione Provinciale di Lecce, si trasferisce a Roma per frequentare l'Accademia di Belle Arti, visitando assiduamente anche i musei, ed esordisce all'Esposizione Primaverile romana del 1915 con una serie di targhe in bronzo che ottengono il plauso di Angelo Zanelli e Giulio Aristide Sartorio. Alla fine della prima guerra mondiale, nella quale combatte subendo anche un periodo di prigionia in Germania, si reca per breve tempo a Firenze e in seguito a Milano, dove si stabilisce dal 1921 avviando la propria attività artistica. Come scultore-decoratore collabora con i maggiori architetti dell'epoca fra i quali Giovanni Muzio e Tommaso Buzzi, di cui esegue anche i ritratti, esponendo le proprie opere ad alcune fra le principali rassegne dell'epoca (Biennale di Venezia del 1926; Mostra Internazionale di Arti Decorative di Monza del 1927) e alle varie Esposizioni di Arte Sacra di Milano. La sua produzione ufficiale comprende alcuni interventi decorativi in palazzi pubblici di Milano e Belluno, le statue per la Fontana dei Tritoni