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Quando eravamo prede

settembre 16, 2014 da redazione

Si terrà a San Cesario venerdì 19 settembre l'anteprima della presentazione dell'ultimo lavoro letterario di Carlo D'Amicis, dal titolo 'Quando eravamo prede' (Minimum Fax 2014). La serata organizzata dal Comune di San Cesario di Lecce, Assessorato alla cultura, si svolgerà presso il Palazzo Ducale con inizio alle ore 19 e vedrà la partecipazione della scrittrice Elisabetta Liguori e del magistrato Luigi Tarantino che dialogheranno con l'autore del libro.

Prendete una distesa di boschi incontaminati che sembra il paradiso terrestre. Tracciate una linea sottile che la divida dal nostro mondo. Popolatela infine con una strana stirpe di cacciatori che si veste con le pelli delle prede e utilizza disinvolta i loro nomi: Alce, Agnello, Cagna, Toro, Ghepardo, Leone, e poi Cagna, Farfalla, Zebra... Esseri umani bestiali o bestie umane? Di sicuro gli abitanti del Cerchio pretendono di vivere immersi nella natura; anzi, di essere essi stessi la natura. Ma che succede se, da un giorno all’altro, tutti gli animali del bosco scompaiono? Se i cacciatori si scoprono improvvisamente affamati, impotenti, malati? Se una scheggia impazzita di civiltà cade tra gli alberi della fortesta e li porta a scoprire la religione, il linguaggio, la proprietà privata? Spinti tra le braccia di sentimenti più pericolosi dei loro fucili, come l’amore, la compassione e la paura, ecco che i cacciatori si trasformano in prede. Tra preistoria e fine della modernità, Quando eravamo prede sembra riassumere in una sola vicenda l’intera avventura umana e il nostro rapporto con la natura, come se La fattoria degli animali rivivesse ne La strada di Cormac McCarthy. Carlo D’Amicis fonde la potenza dell’allegoria e il gusto del romanzesco per raccontare il mistero della nostra eterna imperfezione.

Carlo D’Amicis (1964) vive e lavora a Roma. Ha pubblicato i romanzi Piccolo Venerdì (Transeuropa 1996), Il ferroviere e il golden gol (Transeuropa 1998, selezione Premio Strega), Ho visto un re (Limina 1999), Amor Tavor (Pequod 2003), e i racconti lunghi Maledetto nei secoli dei secoli l’amore (Manni 2008) e Il grande cacciatore (:duepunti 2011). Per minimum fax ha pubblicato Escluso il cane (2006, uscito anche in Francia presso Gallimard), La guerra dei cafoni (2008, selezione Premio Strega) e La battuta perfetta (2010).


Le recensioni della stampa

Corrado Augias, Il Venerdì di Repubblica
"D'Amicis è uno scrittore capace di gettare uno sguardo obliquo su ciò che accade e sui personaggi, illuminando così di bagliori la realtà."

Goffredo Fofi - Internazionale
Questo romanzo è l'opera migliore di un cinquantenne appartato e saggio, che sembra voler ragionare sul destino dell'uomo alla luce di una sfiducia extrastorica ed extrascientifica.

Ermanno Paccagnini - La Lettura - Corriere della Sera
Carlo D'Amicis costruisce un apologo dagli echi biblici.

Elena Stancanelli - D - La Repubblica delle Donne
Con una lingua bella, rotonda, ricca, Carlo D'Amicis ha scritto un romanzo affascinante, e avvincente.

Internazionale
Un romanzo che racconta il fascino e i pericoli della nostra eterna imperfezione.

Carlo Mazza Galanti - IL - Il Sole 24 Ore
Carlo D'Amicis torna in libreria con quello che forse è il suo romanzo più originale.

Giulio D'Antona - Linkiesta
Carlo D’Amicis ha scritto un libro di una potenza straordinaria, fenomenale, brutale, assassina.

Roberto Barbolini - Il Giorno
Un apologo quasi biblico sorretto da una voce autoriale sicura in un'acuta e appassionante profezia sul presente degna d'un film di Lynch.

Il Secolo D'Italia
Dallo stato di natura alla società: un percorso che affascina da sempre filosofia e letteratura. E che troviamo anche nel libro di Carlo D'Amicis.

Enzo Mansueto - Corriere del Mazzogiorno
La scrittura di D'Amicis è precisa, piana, mai banale. Un'essenzialità visionaria e tribale, da racconto intorno al fuoco.

La Balena Bianca
Non aspettatevi risposte da Quando eravamo prede, aspettatevi un romanzo potente, ben calibrato, intelligente. E, al giorno d’oggi, non sono cose da poco.

Puglia Libre
Una favola noir in cui permane il desiderio di indagare la contemporaneità e le dinamiche sociali che caratterizzano l'opera di D'Amicis.

Lettera 43
Tra i consigli di lettura di Lettera43.

Rossella Montemurro - Ilmiotg
«Penso che la scrittura sia un’esperienza. Ogni romanzo richiede una sua voce, e il compito del vero scrittore è trovarla, mettendo la propria visione del mondo e il proprio linguaggio al servizio della storia.»

La Gazzetta del Mezzogiorno
Il libro che riassume in una sola storia l'intera avventura umana e il nostro rapporto con la natura.

Isabella Villi - Conquiste del Lavoro
Un esperimento letterario.

Il Piccolo
Un racconto tra preistoria e fine della modernità.

La Bottega di Hamlin
Carlo D'Amicis, con questo libro, firma una delle sue più belle storie. 

Mariangela Sapere - Scene Contemporanee
Ci sono scrittori che raccontano storie, altri che inventano mondi. Carlo D’Amicis, con Quando eravamo prede, si inserisce nella seconda categoria.

Giuditta Casale - Tempo Per Me Libri
Una lingua senza orpelli, chirurgica, cristallina, ma sempre ricchissima e profonda, che ha perso l'ironia dei precedenti romanzi e ha bandito qualsiasi afflato di immedesimazione.

Corriere del Mezzogiorno
Il paradiso terrestre secondo D'Amicis.

Mario Massimo - Succede Oggi
La forza del libro, la sua vincente scommessa è nella qualità della scrittura.

Roberto Barbolini - Il Resto del Carlino
La relazione profonda fra il cacciatore e la preda.

Roberto Barbolini - La Nazione
Carlo D'Amicis ci trasporta fra gli arcani d'un mondo arcaico e futuribile.