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Promozione - San Cesario, il "vecchio" che avanza

ottobre 3, 2013 da redazione

Promozione, l'ex vecchia gloria di Lecce e Gallipoli sta vivendo una seconda giovinezza. Dopo molte stagioni come centrocampista, alla soglia dei 38 anni Cimarelli torna nell'antico ruolo di attaccante e va subito a segno

SAN CESARIO. Alla soglia dei 38 anni, che compirà il prossimo 6 novembre, Cristian Cimarelli è tornato all'antico, ovvero a ricoprire il ruolo di seconda punta. E' in questa posizione che ha giocato nelle ultime gare disputate con la casacca del San Cesario, il suo club attuale. La manovra della sua squadra ne ha tratto giovamento ed è in questa direzione che sembra orientato ad insistere il trainer Vincenzo Russo.

«Nella maggior parte della mia carriera sono stato utilizzato da esterno di attacco o di centrocampo o da seconda punta accanto ad un centravanti», dice Cimarelli che vanta due presenze in serie A con la maglia della Fiorentina e che ha militato in serie B con Reggiana, Lecce, Chievo e Pistoiese. «E' stato a Gallipoli, dove sono approdato nel 2006/2007, nel torneo di C-1 che il mio raggio d'azione si è spostato nella zona nevralgica del campo. In seguito sono stato impiegato in questa posizione anche nelle mie successive avventure tra i dilettanti».

A San Cesario, Cimarelli inizialmente è stato utilizzato a centrocampo. «Siamo partiti con il 4-3-3, ma non tutto ha funzionato a dovere», spiega Cimarelli, «Cosi il tecnico Vincenzo Russo ha deciso di provare il modulo 3-5-2, che sta dando buoni frutti. In questo contesto il mio ruolo è quello di seconda punta e domenica scorsa ho fatto centro contro l'Otranto, trasformando un rigore che mi sono procurato».

Con cinque lunghezze al proprio attivo, il San Cesario é staccato di un punto dalla vetta della classifica. «Abbiamo una buona squadra e possiamo regalarci delle belle soddisfazioni», sostiene Cimarelli, «Il torneo al momento sembra alquanto livellato e se questa impressione sarà confermata anche dopo il mercato di dicembre,allora ci sarà bagarre sino alla fine, sia in alto che in basso».

(fonte: Gazzetta del Mezzogiorno, 03/10/13)