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Promozione: e il San Cesario va...

ottobre 11, 2013 da redazione

Aria di rinnovamento e nuove speranze per la Polisportiva San Cesario Aria Sana

Ogni volta che c’è da parlare della Polisportiva San Cesario (chiedo scusa se utilizzo il nome antico della società) Gianni Nobile mi chiama e mi “intima” di scrivere qualcosa sull’argomento, in virtù di un certo attaccamento che mi porta a seguire le sorti della squadra sia in casa che in trasferta, passione condivisa con tanti nostri concittadini e che esprimiamo anche con un certo folklore, quello tipico dei tifosi, poco obiettivo nei confronti della terna arbitrale e dei meriti della squadra avversaria (mi sembra una parodia del modo contemporaneo di intendere la politica, solo che in quest’ultimo campo il folklore è un po’ più dannoso).

Ma ritorniamo alla Polisportiva, che da un po’ di anni si chiama San Cesario Ariasana, che noi sappiamo essere il nostro quartiere alle porte di Lecce ma che i forestieri potrebbero leggere come una sorta di denuncia nei confronti dei miasmi della discarica di Cavallino.

Grandi cambiamenti in quest’annata, nella dirigenza, nello staff tecnico e nella rosa dei giocatori e come tutti i cambiamenti portano una certa diffidenza iniziale in base al vecchio proverbio dei nostri nonni “ci lassa la strata ecchia pe’ la noa, sape cce llassa e nu sape ce troa”, anche se in questo caso l’alternativa al cambiamento sarebbe stata la chiusura del campo sportivo e la dissipazione di un patrimonio, quello vero, che è la scuola calcio del San Cesario, frutto dell’impegno di tanti dirigenti, tutti nostri concittadini, che con dedizione hanno seguito in questi anni l’organizzazione della società.

Non li cito perché rischierei di dimenticarne qualcuno, ma è giusto riconoscere i meriti a queste persone che, a onor del vero, hanno avuto riconoscimenti ed attestati di stima più dall’esterno che dal nostro paese. Ma è così, l’esterofilia è sempre stata un nostro difetto.

C’è un nuovo Patron (tanto per darci un tocco di serietà): il signor De Finis, imprenditore di origini foggiane che da anni vive e opera a Lecce. è un appassionato di calcio, che i beninformati dicono essere stato il promotore del cambio dei colori sociali che quest’anno sono il rosso e nero (a rimarcare le sue origini foggiane, vezzo che gli perdoniamo proprio per la nobiltà del gesto, anche se avremmo preferito un ritorno ai colori argentini della “Celeste”). Ci sono nuovi dirigenti, nuovi giocatori, c’è un nuovo allenatore, il Sig. Russo, che ha sostituito il vulcanico e stimato Oscar Greco. La squadra è stata costruita per ambire al salto di categoria, dalle prime partite pare che ci siano le necessarie premesse.

L’unica continuità è nel campo sansoso del Comunale Zanchi, che ovviamente rimane un neo che si evidenzia. Da questo punto di vista mi preme sottolineare l’auspicio di noi tifosi: che la nuova società, con progetti apparentemente ambiziosi e alla quale chiediamo la salvaguardia del patrimonio della scuola calcio (oltre, ovviamente, l’ambizione di successi con la prima squadra) e l’Amministrazione Comunale siano lungimiranti nel pensare ad una sinergia e convergenza di interessi che porti al completamento di un lavoro già avviato per dotare anche il campo di gioco di un manto erboso.

È chiaro che per realizzare ciò occorre una vicinanza da parte dei nostri amministratori alla nuova società, ma anche la certezza che la nuova società voglia svolgere nel nostro paese un progetto di lungo termine, che non si riduca al mero acquisto di un titolo calcistico.

Quel che è certo è che la nuova squadra sta già riscuotendo simpatia e la domenica è visibile un certo attaccamento che sta avvenendo anche nei confronti di molti giovani del paese che vengono ad incitarla. L’ultima cosa che vorrei sottolineare, che non vuole essere una critica nei confronti di alcuno, ma uno sprone a riscuotere maggiore consenso: è evidente che in prima squadra, a eccezione del solo Riccardo Ciccarese, non vi sia la presenza di altri calciatori autoctoni, così come è evidente che la scuola calcio sia troppo selettiva ed escludente, privilegiando forse in maniera eccessiva le cosiddette qualità naturali di un ragazzo a discapito della funzione sociale della scuola calcio.

A dire il vero questo è un aspetto che riguarda anche la precedente gestione e, secondo me, tutto il sistema delle scuole calcio che sono presenti in provincia. Forse, a mio modesto parere, riguarda anche la poca cultura sportiva delle famiglie e i modelli sbagliati degli stessi ragazzi, gli unici inconsapevoli di questo errore.

Siamo passati dagli anni “te lu Cataninu Gentile” (partecipazione gratuita, litigi con i nostri genitori perché si trascuravano gli studi e, soprattutto, funzione sociale che, seppur valorizzando il talento, non escludeva nessuno), alle scuole calcio moderne a pagamento, a imitazione dei vivai professionistici e con genitori ingombranti, capaci di danneggiare i propri figli con il loro atteggiamento competitivo.

Una via di mezzo nella gestione del vivaio a mio avviso farebbe riscuotere ancora maggiore simpatia verso il fenomeno calcistico a San Cesario, perché penso che la crisi dei vivai italiani nasca proprio da questi atteggiamenti che escludono intere fasce di ragazzi impossibilitati a partecipare e vedono a volte improbabili e improponibili responsabili tecnici dei vivai che pensano di giudicare un ragazzo in 10 minuti di provino. Chiudo con l’auspicio che i nuovi dirigenti diano spazio a quest’ultima tematica, almeno quanto la naturale ambizione a riscuotere successi con la prima squadra. Forza Polisportiva San Cesario!

 

Enzo Marenaci

 

Commenti

La "celeste"

ottobre 12, 2013 da fabrizio luperto, 5 anni 1 settimana ago
Comment: 1557

 Grande Enzo, storico tifoso della Polisportiva. Sono però costretto a ricordarti che " la celeste" non è l'Argentina, ma l'Uruguay. Forza San Cesario.