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Poetix: Nazim Hikmet

ottobre 31, 2014 da redazione

Scritto con l’intento di voler sottolineare l’inadeguatezza degli intellettuali del tempo e di voler mettere in ridicolo l’ormai superata tradizione dei romanzi cavallereschi, il Don Chisciotte, famosa opera di Miguel de Cervantes, è stata a lungo fonte di ispirazione per numerosi intellettuali. Dallo struggente testo del maestro Guccini, fino ai versi carichi di paradossale eroismo di Nazim Hikmet, la figura di questo cavaliere ha rappresentato da sempre la difesa di ideali ormai estinti, la titanica lotta di chi combatte sapendo di non poter vincere e di chi, armato di follia, crede ancora nell’impossibile. Anche la vita di Hikmet, per certi, può essere accostata a quella del Don Chisciotte. Nato a Salonicco, attuale Grecia, fu il primo a introdurre il verso libero nella lirica turca. A causa del suo stretto legame con il partito comunista, fu costretto a fuggire dalla Turchia, che gli revocò perfino la cittadinanza, e, una volta fatto ritorno in patria, venne arrestato per ben due volte, trascorrendo più di trent’anni in carcere. Ma nonostante l’ostruzionismo del governo turco, i suoi versi, composti per la maggior parte in cella, continuavano a diffondersi in tutto il mondo e lo condussero ad essere insignito del Premio Nobel per la Pace nel 1950.  Nel 2002, grazie ad una petizione firmata da oltre mezzo milione di cittadini, il governo turco gli restituì la cittadinanza, riabilitando la figura di questo intellettuale che fu perseguitato per tutto la vita ma che mai, neppure da prigioniero, perdette la sua libertà e onestà intellettuale.

Don Chisciotte

Il cavaliere dell'eterna gioventù
segui, verso la cinquantina,
la legge che batteva nel suo cuore.
Partì un bel mattino di luglio
per conquistare, il bello, il vero, il giusto.
Davanti a lui c'era il mondo
con i suoi giganti assurdi e abbietti
sotto di lui Ronzinante
triste ed eroico.
Lo so quando si è presi da questa passione
e il cuore ha un peso rispettabile
non c'è niente da fare, Don Chisciotte,
niente da fare
è necessario battersi
contro i mulini a vento.
Hai ragione tu, Dulcinea
è la donna più bella del mondo
certo
bisognava gridarlo in faccia
ai bottegai
certo
dovevano buttartisi addosso
e coprirti di botte
ma tu sei il cavaliere invincibile degli assetati
tu continuerai a vivere come una fiamma
nel tuo pesante guscio di ferro
e Dulcinea
sarà ogni giorno più bella.

La storia di un uomo infuocato dai romanzi cavallereschi che decide di girare il mondo per combattere l’ingiustizia. Si fa chiamare Don Chisciotte, ribattezza il suo ronzino con il nome di Ronzinante, sceglie una dama, in realtà una contadina della sua terra, Dulcinea, facendone la sua principessa e, insieme al fedele scudiero Sancho Panza, anche lui un contadino, vive e si lascia vivere da avventure eroiche e paradossali. Cerca di difendere un ragazzo malmenato da un contadino ma finisce per peggiorarne la situazione, impone ad alcuni mercanti di omaggiare Dulcinea ma questi lo picchiano a sangue, scorge in lontananza dei grandi mulini a vento ma gli scambia per giganti e si arma per combatterli finendo per avere la peggio. Sono solo alcune delle innumerevoli avventure di questo prode cavaliere che custodisce in sé un ideale di vita in netto contrasto con l’evolversi dei tempi. Pace, giustizia, onestà e bellezza sono gli stendardi del Don Chisciotte, ideali ormai persi e dimenticati che muovono il pensiero e le azioni di un uomo che non vuole rassegnarsi a tanto male, che combatte il senso comune e una realtà che sembra sfuggirli di mano, finendo per cadere nel paradossale e, per certi versi, in quell’umorismo così caro al Pirandello. Un eroe dunque, che ascolta e segue la voce del suo cuore anche se il mondo sembra andarli contro e chi di noi, almeno per una volta nella vita, non si è sentito un po’ come il Don Chisciotte a lottare contro l’ovvio e l’usuale brandendo come armi le proprie idee e i propri principi? È questo il grande significato che si nasconde dietro l’ombra del comico ed eroico cavaliere: lottare e opporsi all’ingiustizia, seguire il buono e il giusto anche quando tutto sembra perso in un mondo, come questo in cui viviamo, che ha fatto dell’arrivismo e del denaro i suoi nuovi valori. Chi sono e che cosa vogliono davvero il Don Chisciotte e Sancho Panza?  Per dirlo con le parole del maestro Guccini: «Il potere è l’immondizia della storia degli umani e, anche se siamo soltanto due romantici rottami, sputeremo il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte: siamo i “Grandi della Mancha”, Sancho Panza… e Don Chisciotte!».

Luigi Patarnello