Salta al contenuto principale

Perché non abbiamo pagato la TASI

ottobre 31, 2014 da redazione

Il 16 ottobre milioni di italiani hanno pagato per la prima volta la nuova tassa sugli immobili. Tranne i cittadini di San Cesario. Che però avranno un aumento dell’addizionale Irpef

La tassazione sugli immobili negli ultimi anni ha messo a dura prova la pazienza dei contribuenti italiani, tra rimodulazioni, cancellazioni, nuove denominazioni e nuove tariffe difficili da calcolare. La novità di questo autunno è stata la TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili), la nuova imposta comunale istituita dal Governo Letta con la legge di stabilità approvata a dicembre 2013, che, dopo una serie di rinvii per la determinazione delle aliquote da parte dei comuni, è stata pagata dagli italiani lo scorso 16 ottobre. Da (quasi) tutti gli italiani tranne i cittadini di San Cesario. Immagino che anche voi lettori, come me, abbiate provato una certa soddisfazione nel leggere del caos tariffe e degli appelli ad una corretta quantificazione che venivano da tv e giornali, senza che questo rovinasse la vostra giornata o, peggio, il vostro sonno. Insomma, per una volta ci siamo ritenuti fortunati ad avere un immobile a San Cesario. Ma immagino anche che voi lettori, come me, sappiate bene che la coperta non si può allungare, e se ci si copre da un lato, ci si scopre dall’altro. Vediamo quindi di capirci un po’ di più.

Quest’anno il comune di San Cesario ha ricevuto  320 mila euro in meno di trasferimenti statali (un trend  ormai fisso, visto che negli ultimi anni, ogni anno abbiamo avuto circa 300 mila euro in meno rispetto all’anno precedente). Nelle intenzioni del governo i minori trasferimenti devono essere compensati dalle tasse comunali. Facendo un po’ di conti, l’amministrazione comunale si è resa conto che, anche con l’aliquota massima, la nuova TASI non sarebbe stata sufficiente a coprire il mancato trasferimento statale. La scelta quindi è stata quella di non aggravare la tassazione sugli immobili, azzerando la TASI, e spostare la tassazione sul reddito aumentando l’addizionale comunale IRPEF (pagata da tutti i residenti che fanno la dichiarazione dei redditi). Le nuove aliquote dell’addizionale comunale, seppur articolate secondo gli scaglioni di reddito Irpef, saranno comunque livellate verso il limite massimo: 0,68 / 0,69 / 0,70 / 0,75 / 0,80 per mille (le precedenti erano 0,20 / 0,40 / 0,60 / 0,75 / 0,80 per mille). Questa scelta inoltre, è stata supportata anche da una motivazione più tecnica. Mentre la somma iscritta a bilancio con l’addizionale Irpef è pressochè certa, in quanto il prelievo avviene alla fonte, lo stesso non si può dire per la TASI (come anche per l’IMU, la TARI o le multe), in quanto c’è il grosso rischio di non incassare realmente quanto previsto a causa degli evasori (sempre molto numerosi in italia), e trovandosi costretti ad istruire accertamenti e recuperi che possono portar via degli anni. Tra l’altro la stessa tassazione sugli immobili presto potrebbe nuovamente cambiare, almeno stando a quanto dichiarato qualche giorno fa da Matteo Renzi, il quale ha parlato di un Tributo unico comunale a partire dal 2015. Ma questo lo scopriremo solo vivendo.

Gianni Nobile
gianni@alambicco.com