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Passaggio di testimone

dicembre 14, 2014 da redazione

Dal primo gennaio 2015 non ci saremo più noi a fare domande al vostro posto, ognuno, se davvero è interessato, dovrà farle per conto suo. E sono tante.

Quando nel 2001 si concretizzò l’idea di fondare un giornale libero, indipendente, gratuito e totalmente sancesariano, nessuno allora avrebbe lontanamente immaginato che per 14 anni “l’alambicco” sarebbe stato una costante e un pilastro (forse il più importante e solido) della vita culturale e politica del nostro paese e non solo. La maggior parte di noi aveva poco più di vent’anni, eravamo ancora una generazione con una grande spinta civile, ragazze e ragazzi abituati a stare insieme in associazioni, nelle piazze, a lavorare per creare occasioni di incontro, di confronto, di dibattito, di cultura di cui avevamo voglia e di cui sentivamo l’esigenza.

Presentammo il primo numero una sera di febbraio del 2002. Non c’era facebook né twitter, per discutere bisognava uscire di casa al freddo (o al caldo) e incontrarsi. Ma soprattutto era necessario incontrare le persone da cui volevamo delle risposte, alle quali sentivamo di dover chiedere spiegazioni, approfondimenti. Insomma, per capire dovevamo sempre metterci la faccia. E se occasioni di incontro non c’erano, bisognava inventarsele con impegno e fatica. Ora è sufficiente armarsi di smartphone al caldo del divano, sotto un plaid.

Eppure, questo vizio di metterci la faccia, non l’abbiamo mai perso. Come non abbiamo mai smesso di farci e fare domande per capire quello che ci accade attorno (che è stata la motivazione principale del giornale).

Dal primo gennaio 2015 non ci saremo più noi a fare domande al vostro posto, ognuno, se davvero è interessato, dovrà farle per conto suo. E sono tante: che fine farà il Pug? E la Polisportiva San Cesario riuscirà a iscriversi nuovamente al campionato? Pagheremo l’ecotassa? Ci saranno nuove imposte? Si venderà il Palazzetto dello sport? Come proseguirà il progetto della distilleria De Giorgi? Chi la gestirà? Che campagna elettorale ci sarà in primavera per le regionali? Quali i candidati? Quali le loro idee? Dove potremo seguire lo spoglio elettorale in diretta minuto per minuto? Ci sarà ancora “Lu Paulinu”? E la “Festa della pizza”? Cosa succederà nel prossimo consiglio comunale? L’opposizione come si comporterà? Si riuscirà a creare una Fondazione Leandro? Come verrà dato seguito al vincolo sul suo Santuario? Si completerà la riqualificazione della zona della Stazione ferroviaria? Che fine ha fatto il taxi solidale? Esisterà mai un sottopasso? Vedrà mai la luce l'isola pedonale? Si chiuderanno le discariche di Cavallino? Quando? Riusciremo a sapere delle tante associazioni, dei giovani artisti, degli scrittori, delle storie dei personaggi “comuni”? Come si concluderanno i laboratori teatrali? Come finirà la vicenda Tap? Quando si realizzerà l’ecocentro comunale? Come funzionerà? Quali saranno i dati della raccolta differenziata sperimentale partita qualche giorno fa? Si riuscirà a estenderla su tutto il paese?

Chissà, forse nascerà un nuovo giornale distribuito casa casa, ad ogni sancesariano, gratuitamente, o forse cambierà il modo di informarsi. Da under trenta siamo diventati over quaranta (per fortuna non tutti). Ci siamo divertiti da matti con “l’alambicco” e già quella sera di febbraio sapevamo di dover arrivare a questo giorno (come diceva Engels: “ogni inizio è anche l’inizio della fine”). Quello che non sapevamo era tutta la bellezza che ci sarebbe stata lungo il viaggio, i compagni meravigliosi, i sostenitori indispensabili e anche quelli che aspettavano le nostre opinioni per farsene di proprie e opposte.

Lasciamo il testimone con la curiosità di capire cosa faremo in futuro. Per ora addio o, chissà, arrivederci.

La redazione