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Oltre il canestro

marzo 1, 2014 da redazione

Un piccolo viaggio alla scoperta del basket brindisino. I tifosi del Brindisi Basket accumulano vittorie, ma forse quella più importante l’hanno già ottenuta

Il basket per i brindisini e per la città di Brindisi è un po’ come la nutella per i bambini, non riescono proprio a farne a meno. Il basket vince il duello con il calcio e diventa una vera e propria passione per tutti. Dopo tanti anni trascorsi a vedere rincorrere un pallone da calcio in stadi anche prestigiosi, osservare dagli spalti uno sport diverso che entusiasma e trascina così tanto la gente mi fa riflettere. Apparentemente un’esperienza nuova da spettatore senza molte pretese, e invece mi ritrovo a essere trascinato dai tifosi e da una squadra impetuosa che lotta in vetta alla classifica del campionato italiano di serie A1, l’Enel Basket Brindisi. Una squadra da sempre piccola tra le grandi, capace di meravigliose acrobazie e di esasperanti cadute e uno sport che da trent’anni accompagna, sprona e illude i brindisini. Non importa se a volte la realtà ha deluso gli spalti, i tifosi del Brindisi ci hanno creduto ed oggi raccolgono i frutti di anni di costante lavoro sul parquet.

La città di Brindisi può, infatti, vantare una storia importante nel mondo del basket, risale al 1981 lo straordinario risultato che portò il Brindisi Basket ai play-off scudetto con la storica Virtus-Bologna. Tuttavia solo negli ultimi anni e con la fondazione della New Basket Brindisi nel 2005 si riesce a risvegliare l’entusiasmo da anni sopito.

La stagione decisiva del rilancio è quella del 2007/08 con la vittoria del campionato B1 e l'ammissione in Lega Due. Il Pala Pentassuglia si riempie di tifosi e il basket brindisino torna a segnare punti nei campionati professionistici e, tra promozioni e retrocessioni, torna a primeggiare in vetta al campionato di Lega A dopo più di trent’anni. La società continua a essere sempre più forte e dopo la Final Eight di Coppia Italia oggi la Enel Basket Brindisi lotta per la vetta con le big del basket nazionale.

Arrivare al palazzetto presto per ritirare i biglietti dal botteghino immaginando le solite code kilometriche della domenica allo stadio, e ritrovarsi invece dopo pochi minuti con i biglietti tra le mani ti insospettisce. E la tessera del tifoso? I biglietti nominali? La gente inizia ad arrivare, il parcheggio si riempie all'improvviso, il tutto con una tranquillità ed un’atmosfera che hanno dell’incredibile.  Alla porta d’ingresso esibire il biglietto è l’unica azione necessaria, nessun tornello, nessuna calca e nessuno che ti chieda il documento d’identità. Il personale è cordiale, vedo intorno a me famiglie, bambini, anziani: un gruppo di tifosi eterogeneo. È tutto molto strano, mi sento disorientato, sembra una festa dello sport, con i tifosi avversari sugli stessi seggiolini dei brindisini senza barriere.

Inizia la partita, il tifo si scalda, i classici epiteti verso gli arbitri e tra un canestro e l’altro finisce il primo tempo. Vado al bar a prendere una bottiglietta d'acqua, tolgo il tappo e lo consegno al "distributore" che mi guarda stranito. La partita volge alla conclusione, il Brindisi vince, entusiasmo, cori e tanta partecipazione. La gente va via, il traffico defluisce velocemente. Il basket brindisino è questo, una serata spensierata a tifare per la propria squadra. Forse senza quest’atmosfera e la voglia di crederci oggi il basket brindisino non sarebbe così in alto.

Luca Laudisa