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Morì in un cantiere a 15 anni travolto da un masso, chiuse le indagini

febbraio 21, 2014 da redazione

Il pm ha formulato le accuse nei confronti dell'indagato per la morte di Marco Guarascio, l'adolescente di San Cesario di Lecce schiacciato da un macigno, nella serata del 2 agosto del 2012. Omicidio colposo e violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro i capi di imputazione

LECCE – Omicidio colposo e violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono queste le accuse formulate dal pubblico ministero Paola Guglielmi nei confronti di Salvatore D’Autilia, indagato nell’inchiesta sul tragico incidente in cui, la sera del 2 agosto 2012, perse la vita Marco Guarascio, un ragazzo di appena 15 anni, originario di San Cesario di Lecce. In quella maledetta giornata d’estate il 15enne travolto da un grosso masso posizionato all’interno di una casa di campagna di costruzione per realizzare una fontana. All’indagato, nei giorni scorsi, è stato notificato l’avviso della conclusione delle indagini preliminari.

E’ questo l’esito delle indagini compiute dagli uomini dello Spesal (Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro), che in casi come questi svolgono a tutti gli effetti funzioni di ufficiale di polizia giudiziaria e conducono le indagini relative agli infortuni sui luoghi di lavoro. Gli agenti hanno raccolto le deposizioni degli altri operai presenti al momento dell’incidente, eseguito i rilievi del caso, repertato alcuni oggetti ed eseguito rilievi fotografici e video.

Nel registro degli indagati è stato iscritto il nome committente dei lavori, poi eseguiti da un’altra azienda. Sarebbe stato lui, secondo l’ipotesi accusatoria a posizionare il masso all’interno del cantiere, oltre che a rivestire il ruolo di responsabile della sicurezza. La casa, allo stato rustico, si trova nei pressi di Piazza Puglia, a Corigliano d'Otranto. Assieme alla vittima, erano presenti altre persone e il fratello del quindicenne, un ragazzo di 27 anni. La vittima fu soccorsa dai sanitari del 118, ma per lui non c'era più nulla da fare.

(fonte: www.lecceprima.it)