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Il rilancio della Polisportiva

febbraio 10, 2012 da redazione

Il rilancio della Polisportiva

Abbiamo incontrato per voi il nuovo presidente della Polisportiva, Marco Lezzi. Dalla Salento football a San Cesario per raggiungere nuovi traguardi. 

Presidente, quando ha inizio il suo impegno nel mondo del calcio? 
Il mio impegno nel calcio nasce nel 2001 quando insieme ad un gruppo di amici abbiamo dato vita alla Salento Football; una buona scuola calcio che ha rappresentato il vivaio di numerose società. Eravamo costretti a fare i nomadi per via della carenza di strutture, due anni fa abbiamo accettato la proposta della polisportiva mettendo a disposizione la nostra esperienza nel settore giovanile. A San Cesario esisteva una struttura e delle persone capaci, senza trascurare il fatto che c’era una prima squadra che aveva appena conquistato una categoria importante. 

Dalla fusione della Salento Football con la Polisportiva alla presidenza, cosa l’ha spinta a questa scelta? 
Il presidente Valentini ha deciso di lasciare e ci siamo fatti carico un po’ tutti del futuro di questa realtà sportiva; la scelta è caduta su di me ma la si può definire una presidenza collettiva, perché la società è composta da un gruppo di persone che collaborano attivamente e con passione. Il mio impegno vuol essere un segno di riconoscimento per i ragazzi e i tecnici che mi hanno seguito e per chi ha lavorato con passione e successo nella polisportiva prima del mio arrivo. 

Qual è l’apporto delle istituzioni alla polisportiva? 
Con le istituzioni c’è un ottimo rapporto di collaborazione; l’amministrazione comunale mette a disposizione le strutture. C’è da dire, però, che in giro per la provincia le strutture sportive sono decisamente migliori delle nostre, sia nei centri più grandi, ma anche in paesini più piccoli e con settori giovanili quasi inesistenti; sono certo che se il comune ci desse un ulteriore mano, potremmo fare il salto di categoria. 

Ed il paese come risponde? 
Il paese non è parte integrante della polisportiva, siamo poco seguiti: alle partite ci sono pochi spettatori; ma non vuol essere una critica, è un dato di fatto dovuto alla vicinanza della città di Lecce. 

Quali sono le aspettative per la stagione appena iniziata? 

Speriamo di poter raggiungere un’altra salvezza, i presupposti ci sono; lo zoccolo duro della squadra dello scorso anno è rimasto, c’è stato l’inserimento di qualche giovane interessante proveniente ovviamente dal nostro settore giovanile ed il mister è stato confermato. 

Qual è il futuro del calcio nelle serie minori? 
Puntare tutto sul settore giovanile. A livello professionistico ed ancor meno in quello dilettantistico non è più possibile sostenere grandi spese. Curare il settore giovanile è l’unica possibilità per mantenere in vita le società di calcio: spendere qualche euro in più per avvalersi di tecnici di valore con esperienza in questa area porta ad ottimi risultati. 

Il sogno è quindi quello di una prima squadra composta da giocatori provenienti dal vivaio? 
I sogni si concretizzano se si lavora quotidianamente, ed il nostro progetto prevede questo; non so se potremmo farlo in Promozione, per tanti questa categoria può stare stretta ma per noi è un onore ed un privilegio; conto comunque in un paio d’anni di poter raggiungere questo obiettivo. In virtù della nostra concezione del vivaio è bene sottolineare che in prima squadra milita un giovane del ’95 titolare inamovibile, fatto eccezionale considerando che gli under dovrebbero essere del ’93/’94. 

Un ringraziamento particolare? 

Va a quei giocatori più adulti che abbiamo in squadra, necessari oltre che per l’esperienza in campo, anche e soprattutto per il loro enorme contributo umano nella crescita dei giovani. 

Grazie presidente ed in bocca al lupo per questanuova sfida. 


Emauele Faggiano 

emanuele@alambicco.com