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Il dopo voto nel nuovo Consiglio Comunale

maggio 26, 2012 da redazione

Quattro new entry, due confermati, qualche veterano e gli illustri esclusi: la fotografia del voto nel nuovo Consiglio Comunale

I risultati delle ultime elezioni amministrative ci restituiscono una San Cesario divisa e frammentata. Dal 1993, infatti, anno in cui per la prima volta si è votato con l’attuale sistema elettorale, sebbene in ogni tornata il confronto sia stato fra tre o quattro candidati sindaci (escludendo il 2007 con sole due liste), per la prima volta la lista vincente non ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti. Di fatto, quindi, abbiamo sperimentato appieno il senso della legge elettorale che, per garantire la stabilità e la governabilità, premia la maggiore minoranza assegnandole i due terzi del Consiglio Comunale.

Le tre liste antagoniste di Romano, dicevamo, hanno raccolto insieme il 66,5% dei voti, ma all’appuntamento si sono presentate divise favorendo, di fatto, lo stesso Romano. La loro campagna elettorale è stata caratterizzata, oltre che dalla scontata critica alla amministrazione uscente, anche, e soprattutto dalla critica alle altre liste sfidanti, con appelli contro la presunta dispersione di voti e per un ipotetico “voto utile”. A urne chiuse e conoscendo i risultati, possiamo affermare che, sebbene in politica non sempre due più due dia quattro, una lista unica di “Spazio Comune” e di “Futuro in corso” avrebbe vinto le elezioni. Come mai non l’hanno fatto? Probabilmente nessuno dei due candidati sindaci ha voluto fare un passo indietro in favore dell’altro ma, anzi, Raffaele Capone e Giancarlo Ciricugno, sono apparsi piuttosto in lotta l’uno contro l’altro per la leadership dell’opposizione (chi ha assistito agli ultimi comizi lo ha potuto notare). Giuseppe Distante e la sua “Sveglia cittadina” hanno invece condotto una campagna di alternativa a tutte le altre liste in campo, e la fiducia di 666 elettori li pone, di diritto, tra le forze politiche di San Cesario, anche se non avranno nessun rappresentante in Consiglio Comunale.

Non siederà in Consiglio nemmeno Raffaele Capone che dopo appena 24 ore dal voto ha presentato le proprie dimissioni e sarà sostituito da Massimo Liaci (stesso avvicendamento si era avuto nella scorsa legislatura, ma almeno era passato circa un anno). Comunicando le proprie dimissioni Capone ha fatto riferimento alla doppia carica di consigliere provinciale e comunale, preferendo quindi far spazio ad altri. Chissà se i suoi elettori lo considerano un atto di altruismo,  una fuga o un tradimento degli impegni presi con la cittadinanza...

Non siederà in Consiglio Comunale nemmeno Tonino Girau, sindaco uscente, clamorosamente bocciato dai suoi elettori e primo dei non eletti. Premiati invece quattro volti nuovi e alla prima esperienza da consiglieri comunali: Giulio Greco, Giancarlo Greco, Paolo Verardo e Viviana Zizza. A loro nel gruppo di maggioranza di “Insieme” si aggiungono Daniela Litti, alla sua seconda consiliatura, e i “veterani” Salvatore Capone e Giovanni Rollo. All’opposizione siederanno, oltre al già citato Massimo Liaci, anche Fernando Coppola e Giancarlo Ciricugno (il primo Consiglio Comunale si terrà sabato 26 maggio alle ore 17).

Sebbene i rapporti di forza all’interno dell’assise comunale siano di 8 a 3, il nuovo sindaco Andrea Romano, con il gruppo consiliare di “Insieme”, son chiamati ad una sfida ben più ardua dei loro predecessori, vale a dire governare bene e confermare la fiducia dei propri elettori, ma anche, e soprattutto, governare benissimo per convincere una buona fetta della popolazione che 15 giorni fa non l’ha votato. Una sfida che, paradossalmente, potrebbe giovare alla nuova amministrazione, costretta ad uno sforzo maggiore, ad uno scatto in più, a dare il meglio di sé nella sua azione amministrativa.

Gianni Nobile
gianni@alambicco.com