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E io pago!

febbraio 10, 2012 da redazione

E io pago!
Tarsu: la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani che colpisce più le associazioni che le attività commerciali
 
Le vacanze (per chi ha potuto concedersele!) sono finite, a dispetto di un’estate che sembra non voler andar via. Si ritorna a ritmi scanditi dal lavoro e dagli orari scolastici e puntuali come ogni autunno, si intravedono nubi minacciose, cariche di aumenti e rincari per i cittadini. Nelle scorse settimane è stata recapitata anche agli utenti del nostro comune la cartella esattoriale per l’anno 2011, e molti avranno notato l’ulteriore, sia pur minimo, aumento della tassa sui rifiuti solidi urbani (TARSU).


Il sistema di tassazione oggi in vigore prevede il pagamento del servizio sulla base della superficie dell’immobile. La tassa è corrisposta in base a tariffe prestabilite, dipendenti dall’uso dell’immobile (abitazione, locali commerciali, ecc.) come da delibera del Consiglio Comunale, e si calcola moltiplicando il numero di metri quadrati dell’immobile per la tariffa prevista per la categoria di appartenenza. A tale importo, vanno aggiunte le addizionali Comunali ex ECA (5+5%). Guardando con attenzione la cartella si nota inoltre che sulla Tarsu grava una sovratassa che va dall’1 al 5%, chiamata Tefa (Tributo per l’esercizio della funzione ambientale) dovuto all’Ente Provincia. La maggior parte della Province (86 su 106) applica l’aliquota più alta, compresa Lecce.
 
I rincari che hanno investito gli utenti risalgono al 2008, quando il governo bloccò gli incrementi sull’Ici, ma lasciò mano libera ai comuni sulla tassa per l’immondizia. I comuni hanno facoltà decisionale in merito alla definizione delle categorie e relativa assegnazione delle tariffe (v.immagine) e varano un regolamento che può prevedere una serie di riduzioni, esenzioni e agevolazioni. Il regolamento del comune di San Cesario prevede, per esempio, riduzioni per abitazioni con un unico occupante di età maggiore di 65 anni, nuclei familiari con bassi redditi e agevolazioni speciali per chi, possedendo un giardino, utilizza un composter per uso domestico. Pensiamo però che si possa fare di più. Anche le associazioni come la nostra sono tenute al pagamento della Tarsu, ma leggendo la tabella ci sembra che la tariffa relativa sia alta se confrontata con quella di altre categorie. Per esempio, un’associazione culturale come la nostra, si ritrova a pagare più di una palestra, di un cinema, di una sala giochi, di una tipografia e di uno studio fotografico, nonostante siano tutti questi esercizi commerciali e attività imprenditoriali (che, cioè, producono reddito).
 
Pensiamo che le scelte politiche di un’amministrazione, passino anche attraverso la capacità di investire in cultura. Le associazioni rappresentano un patrimonio collettivo, di energia creativa in movimento, luoghi d’incontro tra persone, culture e generazioni, di promozione e diffusione della cultura in tutte le sue declinazioni. E possono contribuire a valorizzare le caratteristiche di un territorio coinvolgendo la collettività. Pur nella consapevolezza del periodo di crisi e delle non facili condizioni di gestione delle amministrazioni locali, riteniamo importante richiamare l’attenzione dei nostri amministratori e dei cittadini a riguardo. Non ci stancheremo di sottolineare l’importanza di campagne di sensibilizzazione per la raccolta differenziata, nell’ottica di una cittadinanza attiva, più consapevole e informata. Auspichiamo però che ciò sia accompagnato da una applicazione della tassa che non penalizzi chi, come noi, investe energie e passione per contribuire a promuovere il benessere della comunità.

Giuliana Scardino
giuliana@alambicco.com