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Due giorni una notte

dicembre 2, 2014 da redazione

Due giorni una notte

 

Due giorni una notte (Bel 2014)

Regia: Jean-Pierre e Luc Dardenne
Cast: Marion Cotillard - Fabrizio Rongione - Catherine Salèe - Pili Groyne - Simon Caudry - Baptiste Sornin

Sandra (M. Cotillard) ha un marito, due figli e un lavoro presso una piccola fabbrica che produce pannelli solari. Vista la sua prolungata assenza, dovuta ad uno stato depressivo, l'azienda decide di licenziarla. I colleghi di Sandra sono messi di fronte a una scelta: se votano per il suo licenziamento riceveranno un bonus di 1000 euro, in caso contrario non spetterà loro l'emolumento aggiuntivo. L'esito della votazione è scontato; solo due colleghi votano in maniera favorevole a Sandra. Grazie al sostegno del marito (F. Rongione) e di una collega, Sandra chiede una ripetizione della votazione in cui sia tutelata la segretezza. La ottiene, ma ha solo un fine settimana di tempo per convincere chi le ha votato contro a cambiare parere.

"Rinunceresti ai 1000 euro di gratifica in modo che io non venga licenziata?”. E' questa l'umiliante domanda che una giovane donna, nel cuore della civilissima Europa è costretta a rivolgere ai suoi colleghi di lavoro elemosinando una risposta. Jean-Pierre e Luc Dardenne, descrivono un realtà dove mille euro sono diventati una necessità. Non ci sono buoni o cattivi, ma solo persone che nonostante abbiano un lavoro faticano a pagare la bolletta del gas.

L'interpretazione di Marion Cotillard è perfetta. La mdp è sempre a pochi centrimetri da lei, come a voler coglierne ogni respiro, ogni pensiero. Con il suo viso e il suo corpo, l'attrice transalpina è in grado di trasmettere il disagio emotivo di una giovane donna (moglie e madre) che si trova respinta, sia come operaia che come essere umano.

Due gorni una notte, è l'ennesimo film dalla storia apparentemente semplice dei fratelli Dardenne, capaci di sfornare quasi esclusivamente capolavori. Un attacco al capitalismo che non ha come bersaglio le diseguaglianze economiche (troppo semplice per i Dardenne) ma le ferite sociali che provoca, lacerando i rapporti tra le persone e costringendoli ad una guerra tra ultimi. Ottimo cinema che ancora una volta sfida lo spettatore dispensando emozioni forti. (In sala dal 13/11/2014)

Fabrizio Luperto