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Deposito di farmaci: la Asl vuole Billa

maggio 8, 2013 da redazione

L'ipotesi di acquisto non prevederebbe però il reintegro degli ex dipendenti

Trattative riservatissime e un progetto nel cassetto che, paradossalmente, potrebbe travolgere le speranze di molti. La Asl di Lecce aspira ad acquistare l'immobile dell'ex Billa di San Cesario. Vorrebbe farne il deposito farmaceutico dell'azienda, il punto di raccolta e il centro di smistamento provinciale di tutti i medicinali destinati ad ospedali, distretti, ambulatori.

Un'ipotesi che, se dovesse andare in porto, comporterebbe anche, per sessantaquattro ex dipendenti dell'ipermercato, il definitivo tramonto delle aspettative di rientrare in quella struttura da lavoratori. Dopo il licenziamento disposto il 21 maggio dello scorso anno, per loro è stato il nulla. La collocazione in mobilità ha coinciso, finora, con il naufragio di tutte le (poche) proposte di riaprire il centro commerciale sotto altro nome, con altri marchi, magari in un edificio spezzettato. Questa, d'altronde, è stata la loro storia, da quando quello che fu il primo “Gum” della provincia ha aperto i battenti nel 1992.

Adesso invece arriva la piega inaspettata. Che un ente pubblico fosse interessato a rilevare l'edificio era voce in circolazione da tempo, almeno da gennaio. Che non si trattase di Comune di Lecce, Provincia e Regione Puglia era una certezza. Oggi è sicuro che ad aver messo gli occhi sul complesso è la Asl, nonostante le bocche restino più che cucite e da via Miglietta non arrivi alcuna conferma o smentita. Tuttavia, un incontro tra gli uffici sanitari e un responsabile dell'Aedes, l'immobilare milanese proprietaria del complesso, si è già tenuto. Effettuato anche un soprallugo all'interno di quello che rimane della lunga galleria di negozi, ora una scatola vuota di locali vacanti, scaffali anonimi, casse spente, saracinesce abbassate. Si starebbe guardando con molta attenzione alle caratteristiche dell'edificio, alla facilità che avrebbero i mezzi di fare manovra all'esterno, alla sua posizione strategica, a pochi metri dal nosocomio cittadino, dal polo oncologico e a ridosso dello svincolo delle tangenziali.

Le dimensioni piuttosto grandi, deterrente forte per qualunque imprenditore che finora ha provato ad avvicinarsi al Billa, paiono essere, invece, ciò che la Asl sta cercando. Nonostante le sue proprietà siano plurime, diverse e dislocate un po' ovunque, nessuna sembrerebbe avere i requisiti voluti. Tutto questo, però, non significa che l'affare sia già concluso. Anzi. I piani della direzione di via Miglietta poterbbero non collimare con quelli di Aedes, che al momento non sarebbe soddisfatta dell'offerta ricevuta. A quanto possa ammontare non è dato sapere. Ma, secondo indiscrezioni, è inferiore agli 8 milioni di euro che il fondo di investimenti lombardo avrebbe richiesto a potenziali acquirenti privati.

Per la Asl significherebbe pensare ad un piano B, al quale, a dire il vero, si sta già lavorando. Potrebbe essere figlio di uno scambio con la società Torre del Parco, che gestisce la struttura ricettiva collocata nella torre da cui prende il nome e che si estende in parte su locali di proprietà dell'azienda sanitaria. In cambio di un comodato d'uso pluriennale, la società potrebbe cedere un capannone industriale, destinato, dunque, a magazzino di farmaci. Per il momento ipotesi che rimane, anche questa, relegata al forse. (Tiziana Colluto)

(fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia – 08/05/2013)