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Conflitto a fuoco dopo la rapina, giudizio abbreviato per la banda

novembre 7, 2014 da redazione

Sarà discusso il prossimo 24 febbraio il giudizio con rito abbreviato per i quattro uomini coinvolti nella sanguinosa rapina avvenuta a Lequile il 6 febbraio scorso. L'auto su cui viaggiavano due carabinieri fu crivellata di colpi. Nella sparatoria uno dei rapinatori rimase ferito

LECCE – Sarà discusso il prossimo 24 febbraio il giudizio con rito abbreviato per i quattro uomini coinvolti nella sanguinosa rapina avvenuta a Lequile il 6 febbraio scorso. La Procura, del fascicolo è titolare il sostituto procuratore Carmen Ruggiero, aveva chiesto il giudizio immediato per Fabrizio Maniglia, 46enne di San Cesario di Lecce (ultimo uomo finito in manette dopo essersi consegnato spontaneamente ai carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce); Alessandro Aprile, 35enne di San Cesario di Lecce; Vincenzo De Benedictis, 33enne di San Pietro in Lama; e Antonio Ape, 45enne di San Cesario di Lecce. I quattro, assistiti dagli avvocati Luigi e Roberto Rella, e Giancarlo Dei Lazzaretti, hanno scelto però il rito alternativo dinanzi al gup Antonia Martalò. 

Gli uomini diretti dal capitano Biagio Marro, non avevano mai dato tregua al gruppo, artefice di un assalto per un bottino di poco meno di mille euro nell’agenzia assicurativa “Vittoria” di largo San Vito, seguito da un conflitto a fuoco all’arrivo dei militari della stazione di San Pietro in Lama. Quel giorno d’inizio mese, quando la pattuglia fu colpita da una raffica di spari, la risposta delle forze dell’ordine fu immediata. La Grande Punto dei militari fu letteralmente crivellata di colpi. Il successivo inseguimento si concluse con il ferimento di un membro della banda e la fuga degli altri.

A essere ferito fu Alessandro Aprile, 35enne di San Cesario di Lecce (poi operato d’urgenza presso l’ospedale “Vito Fazzi”), quella stessa notte fu catturato, grazie anche alla collaborazione della squadra mobile della polizia, uno dei fuggiaschi, Vincenzo De Benedictis, 33enne di San Pietro in Lama. Poi il terzo arresto, quello di Antonio Ape, 45enne di San Cesario di Lecce. Infine la costituzione di Maniglia presso la caserma dei carabinieri. I reati contestati sono rapina aggravata, duplice tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi e ricettazione.

I due carabinieri coinvolti nella sparatoria si sono costituiti parte civile con l’avvocato Pompeo Demitri e Domenico Bitonto, che hanno avanzato una richiesta di risarcimento di 150mila euro.

(fonte: www.lecceprima.it)