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Cogan - Killing them softly

ottobre 25, 2012 da redazione

Cogan - Killing them softly

 

COGAN - KILLING THEM SOFTLY

Regia: Andrew Dominik
Cast: Brad Pitt - James Gandolfini - Ray Liotta - Vincent Curatola - Richard Jenkins - Ben Mendelsohn

Due balordi rapinano la bisca clandestina sbagliata. La mafia ingaggia il killer Jackie Cogan (Brad Pitt), perché regoli i conti e restauri i rapporti di potere nel mondo malavitoso. Cogan - Killing them softly, è il terzo film del neozelandese Andrew Dominik, ispirato dal "Cogan's trade" (1974) di Charles V. Higgins, giornalista di cronaca nera, ex procuratore distrettuale e quindi scrittore. Alla base dell'adattamento, se si esclude lo spostamento della vicenda a New Orleans nei giorni precedenti l'elezione di Obama, c'è un'idea di attualità: l'economia è in crisi, quindi anche il mondo economico mafioso. La mafia è un sistema con regole economiche simili a quelle delle banche, e ingaggiare un killer richiede un esborso, il prezzo si alza in base alla "fama" e alle garanzie che il killer può offrire e si abbassa quando non c'è denaro in giro, come in ogni altro tipo di commercio.

Questa è la metafora che il regista vuole trasmettere allo spettatore tramite la storia criminale di Cogan infarcendo la pellicola di discorsi sull'economia americana provenienti dalle autoradio e dalle televisioni. Il film è tutto sommato gradevole, soprattutto grazie ad un cast di tutto rispetto e caratterizzazioni azzeccate come il Gandolfini (I Sopranos) killer alcolizzato e Ben Mendelsohn credibilissimo tossico. Buona anche la colonna sonora, forse dal sapore un pò troppo tarantiniano, mentre alcuni passaggi registici ricordano vagamente Guy Ritchie.

Quello che non torna in Cogan - Killing them softly sono alcune varianti riguardanti il protagonista inserite dal regista rispetto al libro. Dominik aggiunge al libro di Higgins la filosofia del killer: Cogan ci spiega che preferisce ammazzare le sue vittime dolcemente e da lontano (Killing them softly) in realtà le uccisioni non avvengono da lontano, nè sono tali da risultare meno cruente. Per i feticisti dell'errore segnalo il livello della birra che si alza e si abbassa senza continuità durante il colloquio Pitt-Gandolfini. Degno di nota il monologo di Brad Pitt che chiude il film. (In sala dal 18/10/2012)

Fabrizio Luperto