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Ciao ciao Unieuro

ottobre 31, 2014 da redazione

Dopo 13 anni, chiude lo store Unieuro nel parco commerciale di Cavallino. L’ennesima attività commerciale che non ce la fa a resistere alla crisi e al mercato che cambia

La ripresa dalla crisi in Italia sembra ancora lontana e la disoccupazione, già a livelli insostenibili al Sud, continua ad aumentare. L’ultimo caso è quello dei 37 licenziamenti del colosso Unieuro nel parco commerciale di Cavallino. Da più di tre anni l’elettronica di consumo risente della crisi. Le vendite diminuiscono - fatta eccezione per gli smartphone, che invece registrano un vero e proprio boom. Non solo colpa della recessione, ma anche delle vendite on-line da parte di siti come Amazon che offrono prezzi evidentemente più vantaggiosi. Per questa ragione quest’anno abbiamo assistito ad una serie incalzante di fusioni e acquisizioni che hanno completamente ridisegnato il mercato europeo e italiano.

Ad esempio, la famiglia pugliese Piccinno, socia rilevante del marchio Trony, ha acquistato diversi centri FNAC in tutt’Italia e acquisito la britannica Darty. Più vicino a noi, ci ha direttamente coinvolto il cambio di proprietà di 400 negozi Unieuro avvenuto il 25 giugno. È successo che la Sgm Distribuzione, una società tutta italiana detentrice del marchio Marco Polo Expert, ha acquisito Unieuro di proprietà degli inglesi di Dixon Retails, che sono rimasti azionisti di minoranza della nuova holding company che attualmente gestisce l’attività commerciale Italian Electronics.

Apparentemente un successo per l’imprenditoria italiana soprattutto visti i proclami aziendali all’indomani della fondazione della nuova azienda, e in controtendenza rispetto alle vendite di importanti marchi nazionali a holding straniere. Infatti, l’intento della società è quello di sfruttare il marchio di maggiore notorietà, Unieuro, per la futura quotazione in borsa del gruppo. L’azienda aveva assicurato che, in un primo periodo, il rilancio del marchio avrebbe coinvolto tutti i negozi sul territorio e si sarebbero fatti investimenti anche dove convivevano più punti vendita, quindi anche nel Salento. Ma la nascita di questo colosso nel settore della distribuzione specializzata di prodotti elettronici di consumo, con eccellenti prospettive di crescita, ha dovuto fare i conti con la compresenza nell’area commerciale di Cavallino di entrambi i marchi in due punti vendita distinti e separati.

Contrariamente a quanto dichiarato, quindi, ben presto la società ha reso nota la necessità di chiudere ben 49 punti vendita in tutta Italia e ha attivato contratti di solidarietà per il personale dipendente fino al maggio 2015 in tutti i negozi salentini. Il 9 giugno scorso, i rappresentanti della Italian Electronics, in assemblea con i dipendenti nel punto vendita Unieuro di Cavallino e con le rappresentanze sindacali, hanno ufficializzato la decisione di chiudere lo stesso alla scadenza del contratto di locazione dello stabile, ossia nel dicembre 2014. La motivazione fornita è stata che oltre ad esserci una sovrapposizione dei due negozi nello stesso parco commerciale, vi erano anche dei costi di gestione elevati, tra cui l’alto affitto. L’azienda così ha deciso di mantenere il punto vendita più piccolo e più economico, che ospitava precedentemente solo Marco Polo Expert, e di chiudere invece il maxi store, più dispendioso, sede da 13 anni di Unieuro.

Durante l’estate si sono succeduti diversi tavoli di contrattazione sindacale per evitare di mandare a casa i 37 lavoratori di Unieuro. In un primo momento l’azienda si era mostrata possibilista all’idea di riconsiderare la decisione e mantenere lo store più grande a patto che si ricontrattassero le condizioni dell’affitto. Ma il 5 agosto è arrivata la stoccata finale. Infatti, sebbene il proprietario dello stabile avesse accettato di abbassare del 33% il canone dell’affitto, l’azienda si è mostrata inflessibile soffocando sul nascere le già poche speranze dei lavoratori. Le speranze di 37 famiglie sono andate quindi in fumo, benché le rappresentanze sindacali abbiano cercato di coinvolgere anche le autorità politiche in loro difesa. Non c’è stato niente da fare, al grido di “Mors tua vita mea”, il maxi store Unieuro ha chiuso. Dopo il caso Billa, l’ennesima attività commerciale che non ce la fa a resistere alla crisi e al mercato che cambia.

Ilaria Parata
ilaria@alambicco.com