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Chiesa 2 - Stato 0 (dopo i calci di rigore…)

maggio 10, 2013 da redazione

Roma caput mundi. Se Papa Francesco ha scelto di stare dalla parte dei poveri, temiamo purtroppo (sperando naturalmente di sbagliarci) che questo Governo gli possa procurare molti clienti…

La Chiesa Cattolica negli ultimi mesi ha dato inattesi e forti segnali di cambiamento (dalle dimissioni di Benedetto XVI, convinto che la sua età (85 anni) non gli consentisse più di reggerne il timone con l’energia necessaria, alla successiva scelta come Vescovo di Roma di quel Cardinale in bicicletta, venuto quasi dalla fine del mondo - come ha detto egli stesso – che sin dalla scelta del nome, Francesco, ha voluto mostrare il grande coraggio di chi non teme di mettersi a confronto con il poverello di Assisi, anzi esplicitamente ne evoca lo spirito.

Ed i segnali di rinnovamento e di speranza che questo Pontificato regala al mondo si susseguono giorno dopo giorno, senza perdite di tempo, e credo e spero che ancora ne vedremo e ci stupiremo.

Ma mentre il mondo intero si stupisce e raccoglie questi inattesi segnali di speranza, al di là del Tevere, nella Roma in cui si tessono e disfano le tele e le trame della politica italiana, nessuno pare accorgersi di quello che è successo pochi metri più in là, nessuno pare trarne insegnamenti o spunti di riflessione, anzi i protagonisti di questa scena sembrano voler superare il nostro stupore con linguaggi e comportamenti antitetici rispetto a quelli cui ci sta abituando Francesco.

Così ad un elettorato che, pur in maniera un po’ naif, ha manifestato una forte volontà di cambiamento e di discontinuità rispetto al passato sono stati regalati in cambio la rielezione di un Presidente della Repubblica appena 87 enne ed un Governo che, al di là di alcune personalità di grande spessore, mostra chiaramente la mancanza di un’idea, una prospettiva, una visione del mondo che possa indirizzarne la rotta. Un Governo che nessuno degli elettori ha voluto, perché tutti i suoi protagonisti avevano chiesto il voto per qualcosa di completamente diverso, e che potrà solo, come avrebbe detto Andreotti, tirare a campare sulla pelle degli italiani perché per chi l’ha voluto l’alternativa era (ed è) quella (politicamente) di tirare le cuoia. Solo che in questo modo le cuoia le stanno già tirando quel po’ di democrazia che ci era rimasta, e soprattutto quel po’ di economia che difficilmente l’allegra combriccola lettalfaniana avrà la forza ed il coraggio di rilanciare invertendo la rotta rispetto ai drammatici errori del Governo Monti, con il suo rigore a senso unico e con i calci in faccia al mondo del lavoro.

Se Papa Francesco ha scelto di stare dalla parte dei poveri, temiamo purtroppo (sperando naturalmente di sbagliarci) che questo Governo gli possa procurare molti clienti. ...E le (5) stelle stanno a guardare…

Enrico Tortelli