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Chi vola basso non può toccare il cielo

febbraio 15, 2013 da redazione

Il 25 marzo l’ultimo libro di Giovanna Politi sarà protagonista di un evento unico: pittura, fotogragia, teatro e letteratura si incontreranno nell’ambito della rassegna “Itinerario Rosa” presso il l’ex Convento dei Teatini a Lecce. Da queste pagine di Giovanna Politi emerge una figura femminile esteriormente delicata, interiormente forte, dinamicamente sensuale. La protagonista è infatti qualcosa di più di una figura acquerellata, volubile. È una sagoma in continuo movimento... eppure non è sfuggente; ha un profilo moderno... ma non è di moda; è calata nei nostri giorni ma non è dei nostri giorni.

In altre parole ella non è il risultato di un anacronismo voluto: direi piuttosto il frutto di un primo tentativo, da parte dell’autrice, di cogliere in un momento esistenziale di transizione, di radicale mutamento, non l’ennesima aspirante single, aggressiva e in finta guerra con l’altro sesso (facile eroina del piccolo schermo), bensì una donna ricca di ricordi, di passato, di affetti familiari, di riferimenti culturali (lato sensu, declinati cioè nelle numerose citazioni letterarie e musicali che scandiscono la narrazione). Si percepisce nel libro una tensione molteplice: tra un amore trascorso, deludente e un sogno erotico luminoso, appagante; tra una realtà lavorativa rassicurante ed un salto nella precarietà, tra la monotonia del meccanismo urbano e la vibrazione letteraria del buen retiro mediterraneo.

Non ci interessa indovinare la percentuale autobiografica dei fatti, piuttosto apprezzare alcuni motivi che impreziosiscono la semplicissima trama: per esempio gli echi di fede, proposti al lettore non come pillole di bigottismo ma come perle familiari ereditate e gelosamente custodite quali linee guida per condurre la propria esistenza; oppure le “rimembranze” di una saggezza antica, vera, familiare, che l’autrice riesce ad affrontare non come sterile amarcord bensì quale eredità culturale metastorica, mai contingente, sempre attuale. Il libro di una donna, su una donna, per la donna... insomma un’ottima lettura per gli uomini.

Daniele Arnesano